VITA

Verona. Discusso leader islamico aggredito da estremisti di destra

11 Gennaio Gen 2003 0100 11 gennaio 2003

Adel Smith, il discusso leader islamico già protagonista di una rissa davanti alle telecamere con un giornalista, è stato picchiato da esponenti di Forza Nuova in diretta tv. Sdegno in città

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Adel Smith, il discusso leader islamico già protagonista di una rissa davanti alle telecamere con un giornalista, è stato picchiato da esponenti di Forza Nuova in diretta tv. Sdegno in città

Adel Smith, il presidente dell'Unione degli islamici italiani protagonista il 5 gennaio di un clamoroso scontro fisico con l?opinionista Carlo Pelanda durante una trasmissione televisiva, è stato aggredito nuovamente, sempre in tv. Autori del blitz una trentina di militanti dell?organizzazione neofascista Forza Nuova. Smith si trovava negli studi televisivi di Telenuovo per la registrazione della trasmissione ''Rosso e nero'', condotta da Mario Zwirner e intitolata ''Adel Smith contro tutti''. I militanti di Forza Nuova sarebbero entrati nello stabile che ospita l?emittente facendosi aprire una porta secondaria da un inquilino, ignaro di quanto sarebbe accaduto, così da evitare i sospetti della redazione e del servizio di vigilanza disposto ieri per ordine della Questura. Quindi hanno preso di mira, a pugni, sprangate e lanci di uova, Smith e il suo assistente/guardia del corpo Massimo Zucchi. Dopo l'aggressione, durata in tutto 2 minuti e 20 secondi, la trasmissione è continuata e Adel Smith, con accanto Zucchi (che aveva un vistoso ematoma sull'occhio sinistro), ha proseguito il confronto con esponenti del mondo politico e di associazioni religiose sui temi legati all'islamismo. ''Non ci lasciamo intimidire - ha detto il conduttore Zwirner - da queste invasioni squadristiche''. Smith e Zucchi, ricoverati poi in ospedale, hanno avuto una prognosi il primo di cinque e il secondo di otto giorni. Sei degli aggressori sono stati subito bloccati e arrestati con l'accusa di violenza privata e lesioni aggravate da finalità di discriminazione razziale. In tutto il gruppo che ha fatto irruzione negli studi era formato da 23 giovani di estrema destra. Gli arrestati sono Alessandro Arboit, 20 anni, di Casier (Treviso), Mirco Carrozza, (24) di Albignasego (Padova), Emanuele Maci, (19) di Padova, Diego Fracasso (26) di Dolo (Venezia), Massimiliano Signoretti, (22) di Treviso e Giuseppe Zito, (21) di Treviso. Gli altri 17 sono stati tutti identificati e denunciati, per i medesimi reati. ''E' un fatto di una gravità eccezionale, inimmaginabile - commenta il procuratore di Verona Guido Papalia - un'aggressione studiata, preordinata ai danni di una tv privata durante una trasmissione. Si è offeso non solo le persone fisicamente aggredite ma anche chi conduceva il dibattito e tutti gli spettatori". Un attentato alla democrazia? ''Sostanzialmente sì, l'aggressione ha inciso sulla libertà e le modalità di manifestare le opinioni. Un fatto del genere non era mai successo prima in Italia. ''Preoccupazione'', ''condanna'' e ''sdegno'' sono stati espressi anche dal sindaco della città Paolo Zanotto. Dando una lettura quantomeno fantasiosa di ciò che è avvenuto, il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, nega che si sia trattato di una spedizione premeditata. ?Solo alla reazione della guardia del corpo, che sollevava uno sgabello agitandolo contro i giovani forzanovisti, è purtroppo scoppiata la colluttazione?, ricostruisce Fiore, cercando una difficile scusante ai protagonisti del blitz. Ferma condanna arriva anche dalla Diocesi di Verona espressa per bocca del vicario generale monsignor Giuseppe Zenti (il vescovo è all'estero). Monsignor Zenti parla di ''un atto di inciviltà'' e pone l'accento sul ''rispetto che si deve a ogni persona, alla religione o categoria cui appartiene, e che si deve anche esigere". "Da parte di Smith - aggiunge - ci deve però essere lo stesso rispetto per le nostre convinzioni religiose. Mi hanno riferito dei suoi attacchi anche al crocifisso e all'eucarestia. Noi rispettiamo loro, non ci permetteremmo mai di mancare di rispetto al Corano o a Maometto. Domandiamo perciò, con fermezza, identico riguardo''. "Le televisioni sono in competizione per farsi pubblicità, e quello che è accaduto è più che altro un fenomeno di mercato mediatico'' è invece il commento del professor Carlo Pelanda protagonista del precedente scontro con Adel Smith. ''Il rispetto per le opinioni, le religioni è la parte minore - prosegue - Il punto tecnico di riflessione è di mercato mediatico: diamo sponda che poi aumentano gli introiti pubblicitari. E' chiaro che la gente si indigna e che c'è poi qualche testa calda che ne approfitta ed esagera. Il messaggio è di calmare i media non per evitare di parlare, ma per non avere simili spettacoli''.