VITA

Il fenomeno dei viaggi presso i progetti. Sostengo a distanza, vado a vedere e torno

3 Dicembre Dic 2003 0100 03 dicembre 2003

Chi ci va in proprio, chi con l’associazione.

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Chi ci va in proprio, chi con l’associazione.

Andare a vedere. Con i propri occhi. Conoscere un mondo che non è sulle mappe turistiche e capire che, con un piccolo contributo, si è lasciato un segno indelebile. Lo fanno in tanti sostenitori a distanza. Nella maggior parte dei casi, si organizza autonomamente un viaggio nell?area del mondo in cui è attivo il proprio sostegno, e si chiede all?organizzazione di combinare un appuntamento con il referente locale (nel caso di Intervita, ad esempio, funziona così). A seconda delle condizioni ambientali e del tipo di approccio preferito, sarà quindi possibile visitare la scuola o la comunità in veste di ?amico italiano?, oppure il singolo bambino e la sua famiglia. "Le mete più battute sono l?America Latina e anche la Romania", spiega Dania Tondini, responsabile Avsi per il sostegno a distanza. "Organizziamo il contatto con i nostri referenti, in modo che possano conoscerli da vicino e comprendere il loro lavoro nell?ambito dei progetti. La conoscenza con il bambino viene molto curata, valutando le condizioni in cui avviene l?incontro". Ci sono storie particolari legate all?entusiasmo dei sostenitori Avsi: "Quest?estate una persona ha raccolto fondi per un miniprogetto in Romania ed è andata a consegnarli a Bucarest in bicicletta", prosegue la Tondini. "Due coppie di sposi hanno invece attivato l?adozione a distanza e poi sono andati a conoscere i bambini durante il viaggio di nozze". Tour organizzati Ci sono anche associazioni che realizzano veri e propri viaggi organizzati. "Tre all?anno, in India, aperti a sostenitori e non", spiega Piergiorgio Marazzia, presidente di Bhalobasa onlus, organizzazione di Perignano fondata in occasione di un incontro, anni fa, con Madre Teresa di Calcutta. Ciascun viaggio, per Bhalobasa, è anche occasione per la consegna del denaro raccolto nelle mani del referente locale, padre Orson Welles, cui fa capo la più grande parrocchia di Calcutta (15mila abitanti). Anche il Ciai organizza viaggi presso i propri progetti: negli ultimi anni gruppi di sostenitori sono stati accompagnati a visitare la Cambogia, il Burkina Faso, l?India. "Non credevo che il mio aiuto fosse così significativo", dice Barbara Sumberaz, sostenitrice Ciai da 7 anni di una ragazzina in Burkina Faso. "Ho visto i miracoli fatti in zone poverissime. L?incontro con la ?mia? adottata è stato davvero emozionante. Affettuosa, sveglia, con le idee chiare: sono contenta che, grazie al progetto, abbia la possibilità di progettarsi una vita diversa".