VITA

Onlus: report dell’Agenzia. Il fisco fa litigare Stato e non profit

16 Maggio Mag 2004 0200 16 maggio 2004

Quasi il 90% di richieste all’Authority viene dalla pubblica amministrazione. Ornaghi: "Prepariamo un libro bianco. E abbiamo cancellato 101 sigle".

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Quasi il 90% di richieste all’Authority viene dalla pubblica amministrazione. Ornaghi: "Prepariamo un libro bianco. E abbiamo cancellato 101 sigle".

Va dritto al punto Lorenzo Ornaghi, presidente dell?Agenzia per le onlus, facendo precedere ai numeri contenuti nella Relazione 2003, presentata a Roma nel corso del Forum della Pubblica amministrazione, alcune considerazioni sullo stato di salute del non profit in Italia. "Il Terzo settore chiede solo di crescere ed esprimere tutte le sue potenzialità, spesso ostacolate da un panorama legislativo, sia civilistico che fiscale, confuso e frammentato", esordisce, infatti, Ornaghi. E riprende: "Il 2003 è stato un anno intenso, in cui abbiamo consolidato l?assetto organizzativo, ampliato il raggio di azione e fatto notevoli progressi nei rapporti con l?Agenzia delle Entrate". Lo scorso anno, l?88% delle richieste di informazioni giunte all?Agenzia hanno avuto come mittente un ente pubblico, e nel 98% dei casi uffici della Agenzia delle Entrate: segno inequivocabile che l?aspetto fiscale sta diventando terreno di scontro tra pubblica amministrazione e Terzo settore, spesso alimentato dall?applicazione di diverse norme sovrapposte e poco chiare. "In più di una circostanza", ha aggiunto Ornaghi, "abbiamo affrontato casi di organizzazioni quali associazioni, fondazioni e cooperative sociali che gestiscono scuole materne soggette a un trattamento fiscale che non riconosce l?apporto della loro attività, e che anzi le penalizza rispetto alle imprese che gestiscono la stessa attività. Altra questione delicata è quella che interessa le attività di ricerca scientifica: la qualifica di onlus e i benefici che ne conseguono sono, infatti, riconosciuti solo alle fondazioni". L?Agenzia ha avviato diversi progetti di ricerca, uno dei quali finalizzato all?individuazione e all?analisi di nuovi settori di intervento finora poco esplorati dalle organizzazioni non profit: "Quelli dei servizi all?infanzia, degli interventi per contrastare la dispersione scolastica e universitaria o la tutela dell?ambiente urbano: campi in cui le onlus possono trovare nuovi spazi". Nel 2003 l?Agenzia ha avviato un progetto che porterà alla redazione di un Libro Bianco sul non profit, i cui primi risultati dovrebbero vedere la luce nel 2004. "Un lavoro", aggiunge Ornaghi, "con cui intendiamo offrire un panorama completo delle norme che regolano il settore e un punto di partenza per realizzare interventi strategici di ampio respiro". Sul fronte del controllo di vigilanza, l?Agenzia ha intensificato l?attività sulle organizzazioni che si dedicano alla raccolta di fondi e ha espresso parere favorevole alla cancellazione di ben 101 organizzazioni non lucrative dai registri ufficiali. "Stiamo chiedendo uno sforzo enorme di adeguamento e trasformazione al Terzo settore, ma per assecondare questi processi è necessario garantire un quadro normativo, sia civilistico che fiscale, più preciso", ha aggiunto il sottosegretario al Welfare, Maria Grazia Sestini, condividendo le critiche mosse da Ornaghi. "La pubblica amministrazione sta imparando a conoscere meglio la ricchezza dell?offerta di servizi del non profit. Stiamo ridisegnando il Welfare partendo proprio dall?evoluzione del Terzo settore. In questo rapporto rilevo però un punto di criticità: l?80% delle risorse delle onlus proviene proprio dalla pubblica amministrazione, creando un rapporto di dipendenza che deve essere invece limitato". "Spero", ha concluso la Sestini, "che l?adozione di nuove forme organizzative, come quella dell?impresa sociale che spero completi presto l?iter parlamentare, insieme a una crescita di interesse verso questo mondo da parte del sistema creditizio, possa dare maggiore autonomia al Terzo settore".