VITA

Sorpresa, l’equosolidale è uscito dalla nicchia

5 Maggio Mag 2007 0200 05 maggio 2007

35 milioni di euro di giro d’affari nel 2006. Grazie al canale della grande distribuzione la crescita del settore è stata a due cifre. Con nuovi prodotti come i jeans e le rose

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35 milioni di euro di giro d’affari nel 2006. Grazie al canale della grande distribuzione la crescita del settore è stata a due cifre. Con nuovi prodotti come i jeans e le rose

Anno d?oro il 2006 per il circuito dei prodotti equosolidali certificati Fairtrade. Il valore a consumo è stato, infatti, di 34,5 milioni di euro (contro i 30 del 2005 e i 24 del 2004), per un centinaio di referenze presenti soprattutto nella grande distribuzione organizzata.

I prodotti che hanno registrato un vero e proprio boom sono stati le noci dell?Amazzonia, che hanno raggiunto le 60 tonnellate di prodotto, e l?ananas, che ha triplicato il volume superando le 1.700 tonnellate di sell-out. Risultati ottimi anche per il riso (+42%), lo zucchero di canna (+34%) e i succhi di frutta (+28%). Le banane hanno segnato un incremento del 12%, un dato di crescita particolarmente significativo a fronte dell?attuale fase di liberalizzazione dei mercati. Buoni sono, infine, anche i risultati di prodotti ormai consolidati come il cacao-cioccolato (+10%) e il caffè (+6%), mentre rimangono stazionari il miele ed il tè.

Il 2006 è stato anche l?anno delle rose, inserite nel mercato dall?autunno scorso nei super e iper di Pam: 140mila il numero di steli venduti in solo due mesi. A fine anno è stata poi la volta dei jeans in cotone equosolidale (distribuiti in Iper, in Celio e sul catalogo Postal Market/La Redoute) e di diversi capi di maglieria, prodotti innovativi che hanno registrato un?ottima accoglienza da parte dei consumatori.Una nuova sensibilitàSempre più in alto, quindi, il mercato equo garantito Fairtrade, che annovera tra i soci anche il Movi-mento Consumatori. Lo scenario futuro si fa sempre più incoraggiante e promette ancora molte soddisfazioni. Convinzioni condivise da Carlo Testini, vicepresidente di Transfair Italia: «Siamo contenti di questi risultati perché sono dovuti a una nuova sensibilità dei consumatori, cresciuta specialmente negli ultimi anni e alla capacità del nostro consorzio di posizionarsi in maniera capillare sul territorio per raggiungere in maniera più diretta le persone. Un ostacolo del passato che stiamo man mano superando. Ultimo, ma non meno importante elemento che ha concorso a questo successo, è la qualità dei nostri prodotti, in costante aumento, e un conseguente ottimo rapporto qualità/prezzo. Risultati che fanno ben sperare per lo sviluppo del mercato equo e di un?economia sempre più solidale».