VITA

Lombardia, un voucher per andare in comunità

23 Gennaio Gen 2008 0100 23 gennaio 2008

Il Sert attesta la doppia diagnosi. Dopo di che il ragazzo può scegliere la struttura in cui farsi curare.

  • ...
  • ...

Il Sert attesta la doppia diagnosi. Dopo di che il ragazzo può scegliere la struttura in cui farsi curare.

Cambiano gli ambiti di intervento, ma non l?impronta: anche nel campo delle dipendenze la Regione Lombardia investe sull?innovazione e punta su due nodi chiave: la flessibilità e la libertà di scelta per l?utente. Con la nuova delibera verrà semplificato il complicato iter burocratico di accesso alle comunità terapeutiche. La ricetta è semplice: sarà direttamente il soggetto, senza più il filtro del complesso ingranaggio pubblico, a decidere se e in quale comunità entrare. Uno speciale assegno, una sorta di voucher virtuale, consentirà all?utente di scegliere liberamente una delle 130 strutture accreditate sul territorio. Unico impiccio, la certificazione della doppia diagnosi, meccanismo da prima eliminato nella delibera, ma poi reintrodotto con specifica circolare. I Sert, insomma, manterranno la loro principale funzione di valutazione. «Sono state le stesse comunità a richiedere il mantenimento di una forma di sicurezza dello stato psicofisico del paziente», spiega Marco Tosi, responsabile settore Dipendenze della Direzione generale Famiglia e Solidarietà Sociale. Ma la flessibilità del sistema sarà comunque garantita. La definizione a monte di un budget (una retta) stabilito per ogni comunità, in base ai posti disponibili e al numero di entrate, cancellerà il controllo pubblico sull?accesso economico e le relative resistenze agli invii in struttura, accelerando tutto l?iter. In più, la delibera ha introdotto un premio di qualità aggiunto, un incentivo economico da assegnare alle comunità che si distingueranno per l?efficacia dei progetti di inserimento dei pazienti. «Assessorato e Sert valuteranno l?operato delle strutture in base a specifici indicatori come la qualità del progetto, le prospettive future di inclusione e il numero di persone realmente inserite», spiega Tosi. Insomma, il nuovo sistema avvantaggerà tutti i soggetti coinvolti, dagli utenti agli stessi erogatori del servizio. Ne è convinto Gian Carlo Abelli, assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale: «Questo provvedimento ha due grandi aspetti innovativi: l?aumento consistente di risorse messe a disposizione delle comunità terapeutiche e il libero accesso alle stesse strutture. Tutto questo porterà un azzeramento delle liste di attesa e una maggiore elasticità del sistema».