VITA

Comunità Papa Giovanni XXIII: no alle prostitute nel decreto sicurezza

6 Giugno Giu 2008 0200 06 giugno 2008

Per l'Associazione inserire le propstitute - vittime del racket - nell’ elenco dei “soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità” è ingiusto e illogico

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Per l'Associazione inserire le propstitute - vittime del racket - nell’ elenco dei “soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità” è ingiusto e illogico

In merito all?emendamento proposto dai relatori del decreto sicurezza, in cui la categoria delle prostitute viene inserita nell? elenco dei ?soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità?, configurando nella fattispecie un reato penale, l?Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi tiene a precisare quanto segue:

Le ragazze coinvolte nel racket della prostituzione schiavizzata sono vittime, e inserirle nel suddetto elenco al fianco dei loro stessi sfruttatori è illogico e ingiusto;

l?art 18 del Testo Unico sull?immigrazione del 1998 prevede per i soggetti vittime di tratta specifici percorsi di protezione ed integrazione sociale. Beneficiando di questa normativa l?Associazione, negli ultimi 15 anni, ha potuto liberare più di 5000 schiave e dar loro una vita degna. Forti di questa esperienza riteniamo che alle ragazze-vittime sia necessario dare un?alternativa: chi intende uscire dal giro della prostituzione e denunciare i propri sfruttatori attraverso un percorso di protezione, condotto con gli enti all?uopo accreditati, va tutelato. Per chi invece intenda continuare l?esercizio della prostituzione, che non può certamente considerarsi un lavoro, si preveda non un semplice provvedimento amministrativo di espulsione ma un rimpatrio assistito con la collaborazione delle organizzazioni non governative italiane che operano stabilmente nei paesi in oggetto.

L?Associazione ribadisce infine quanto sia fondamentale da parte del governo italiano adottare misure in grado di combattere efficacemente questa terribile schiavitù del terzo millennio, gestita da organizzazioni criminali senza scrupoli, delle quali i clienti sono complici. Per questo motivo sarebbe efficace introdurre norme che prevedano la punibilità dei clienti, individui che per pochi spiccioli comprano il sesso da ragazzine spesso minorenni.