Commercio Equo

Fair Trade Italia «sconcertata» dalla svolta Usa

12 Gennaio Gen 2012 1032 12 gennaio 2012

Dopo l'uscita degli Usa dalla federazione e il lancio di un nuovo marchio, ecco la reazione dell'Italia

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Dopo l'uscita degli Usa dalla federazione e il lancio di un nuovo marchio, ecco la reazione dell'Italia

Come già raccontato da Vita, Fair Trade USA ha comunicato nei giorni scorsi l'intenzione di recedere con effetto a partire dal 1 gennaio 2012 da socio di Fairtrade International, l'organizzazione che definisce gli standard internazionali per la certificazione dei prodotti Fairtrade, di cui anche Fairtrade Italia è parte. Ecco ora il comunicato di Fair Trade Italia.

Fair Trade Usa ha deciso di sviluppare un suo sistema di certificazione dal nome "Fair Trade For All" con un nuovo marchio e aprire - ad esempio - questa nuovo accreditamento alle grandi organizzazioni produttrici di caffè. Non solo, quindi, alle cooperative di piccoli produttori, la priorità per il sistema Fairtrade nel caso del caffè e di tanti altri prodotti.

Fairtrade International, i suoi membri (dalle organizzazioni che promuovono il Fairtrade nei propri territori nazionali alle organizzazioni di produttori, socie anch'esse i Fairtrade International), ma anche le organizzazioni storiche di commercio equo, sono davvero sconcertati per la strada intrapresa da Fair Trade USA.

Fairtrade International, insieme a Fairtrade Canada e ad altri partner, sta già lavorando per far sì che questa scelta non ricada nei produttori del Sud del Mondo, ovvero che continuino a trovare uno sbocco commerciale ai loro prodotti nel mercato americano sotto la certificazione Fairtrade. Non solo il marchio Fairtrade è l'unica garanzia esterna che assicura per le materie prime un prezzo minimo garantito e stabile, indipendente dalle fluttuazioni di mercato, e un margine pagato ai produttori da investire in progetti sociali, sanitari e di business development attraverso un programma partecipativo e democratico.