la protesta

Sarubbi (Pd): sul 5 per mille governo vergognoso

19 Settembre Set 2012 1930 19 settembre 2012

Il deputato presentò a maggio un'interrogazione sul taglio di risorse al 5 per mille 2010, ma ad oggi non ha ricevuto alcuna risposta. "L'esecutivo ha commesso un errore madornale, ma non vuole né rimediare né ammetterlo"

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Sarubbi
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Il deputato presentò a maggio un'interrogazione sul taglio di risorse al 5 per mille 2010, ma ad oggi non ha ricevuto alcuna risposta. "L'esecutivo ha commesso un errore madornale, ma non vuole né rimediare né ammetterlo"

"Che dire? Mi mancano le parole. Metta lei quelle che vuole: cattive però, eh": questa la prima risposta, a botta calda, dell'onorevole Andrea Sarubbi, deputato Pd impegnato nel sociale, alla richiesta di vita.it di commentare il perdurante silenzio del governo sul 5 per mille 2010. Oltre che ai contribuenti e alle associazioni non profit italiane, l'esecutivo deve infatti delle risposte anche a Sarubbi, che presentò nel maggio scorso un'interrogazione parlamentare urgente proprio sulla vicenda del taglio di 80 milioni al 5 per mille 2010.

Nell'atto, l'onorevole Pd chiedeva "se il governo non ritenga di dover esprimere ufficialmente la propria posizione (...) e in particolare, se corrispondesse al vero, di rivedere la decisione presa circa la decurtazione dei trasferimenti del 5 per mille verso le organizzazioni non profit e di rispondere ai cittadini e alle organizzazioni che hanno iniziato una raccolta firme su vita.it".

Un'interrogazione che finora è rimasta senza risposta, pur essendo stata classificata come "urgente". "E' una vergogna", riprende Sarubbi. "Dopo aver commesso il madornale errore di aver sottratto agli italiani e al non profit una somma considerevole, questo governo non ha nemmeno il coraggio non dico di riparare al male fatto, ma neppure di ammettere di avere sbagliato. Non vogliono mettere nero su bianco quello che è sotto gli occhi di tutti, ovvero che il 5 per mille è ormai diventato un 4 per mille o anche meno. Sono esterrefatto e deluso".

Quattro mesi fa anche l'onorevole Chiara Moroni (Fli) aveva presentato analoga interrogazione, rimasta anch'essa nel cassetto.