ITALIA

Federsolidarietà Lombardia–Confcooperative: «Il Welfare torni ad essere motore di sviluppo»

26 Novembre Nov 2012 1111 26 novembre 2012

Il comparto che rappresenta realtà che danno lavoro a quasi 50.000 persone nella nostra Regione nell’assemblea 2012, ha manifestato la preoccupazione per il peso burocratico – e dei conseguenti costi crescenti - posto a carico del Terzo Settore e degli enti gestori dalle ultime scelte di Regione Lombardia.

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Foto Assemblea Federsolidarieta Lombardia
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Il comparto che rappresenta realtà che danno lavoro a quasi 50.000 persone nella nostra Regione nell’assemblea 2012, ha manifestato la preoccupazione per il peso burocratico – e dei conseguenti costi crescenti - posto a carico del Terzo Settore e degli enti gestori dalle ultime scelte di Regione Lombardia.

Massimo Minelli, Presidente di Federsolidarietà Lombardia, in apertura dei lavori dell’Assemblea che si è tenuta lo scorso fine settimana a Milano (nella foto), ha ribadito le parole chiave del modello di welfare della cooperazione sociale e gli aspetti irrinunciabili che rappresentano il fulcro del modello di democrazia partecipata a cui si ispira: la centralità della persona e la prossimità, il territorio con le proprie reti e relazioni con i cittadini, il dialogo con le Istituzioni, i servizi pubblici e quelli privati espressioni della comunità civile. Minelli ha ricordato anche i principali strumenti positivi messi in campo in questi anni dalla Regione a favore della cooperazione sociale: esenzione IRAP – unica in Italia, Fondo Jeremie, FRIM, chiedendo però maggior dialogo nella costruzione delle politiche sociali.
Maurizio Ottolini, Presidente di Confcooperative Lombardia ha sottolineato come in quest’anno di festa per la cooperazione, l’anno internazionale delle cooperative, si sono innestate molte crisi che stanno mettendo in difficoltà le imprese e la società. Una crisi sicuramente economica e sociale che allarga il divario tra ricchi e poveri, ma anche una crisi etica e civile senza precedenti che fa perdere il senso di Comunità e di responsabilità. In questo contesto le cooperative hanno il dovere di continuare a costruire un mondo migliore e di far percepire questo loro esempio vivente alla Politica come elemento per costruire un Paese migliore
Il Presidente nazionale di Federsolidarietà – Confcooperative Giuseppe Guerini ha ricordato il lavoro svolto da Confcooperative – Federsolidarietà sulla questione dell’innalzamento dell’IVA a danno delle cooperative sociali, che ha portato ad un rinvio della misura di un anno, sottolineando la necessità di risolvere a livello comunitario la questione, in modo da poter scongiurare questa minaccia che minerebbe il ruolo dell’economia sociale. Una economia sociale che in Europa dà lavoro ad oltre 14 milioni di persone, e che rappresenta un modello capace di ridurre le diseguaglianze cresciute a dismisura in questi anni di crisi.
Guerini ha chiesto il riconoscimento della funzione pubblica svolta dalla cooperazione sociale e presentato le proposte di Federsolidarietà Confcooperative per un welfare che torni ad essere motore di sviluppo, un welfare che:
1. Riduca le disuguaglianze anche attraverso una funzione redistributiva delle risorse.
2. Superi la logica delle erogazioni monetarie per sostenere la rete dei servizi.
3. Orienti la spesa all'integrazione e al territorio: spostare poche risorse dalla sanità al sociale garantisce i servizi territoriali, rispondendo alle esigenze di welfare leggero più vicino ai bisogni dei cittadini.
4. Sostenga le famiglie, premiando chi investe nella cura prima che nei consumi.
5. Garantisca un patto intergenerazionale
6. Promuova politiche attive del lavoro in un momento in cui il lavoro resta l’unica protezione dalla fragilità sociale dei nostri utenti
7. Combatta la precarizzazione del lavoro, che mina qualunque ipotesi di ripresa economica, a partire dalla valorizzazione dei 65.000 operatori della cooperazione sociale nella sola Lombardia
Omar Piazza, Vicepresidente di Federsolidarietà Lombardia ha presentato nel dettaglio le delibere e gli atti amministrativi della Regione Lombardia del 2012 che hanno cambiato lo scenario di riferimento del settore socio-sanitario, evidenziando per ciascun provvedimento le criticità che si stanno riversando su Terzo settore ed enti gestori.
Si sono poi susseguiti gli interventi di alcuni cooperatori che hanno evidenziato gli impatti concreti, in termini economici ed organizzatavi, che le scelte di programmazione socio sanitaria della Regione Lombardia stanno creando sulle singole imprese, nonché le preoccupazioni derivanti dalla contrazione complessiva delle risorse e della difficoltà a investire per lo sviluppo futuro.
Fabrizio Tagliabue, portavoce del Forum del Terzo Settore della Lombardia, ha illustrato il lavoro svolto unitariamente dalle reti di Terzo settore della Lombardia nella interlocuzione e nel confronto con Regione sul Patto per il welfare e sulle scelte amministrative con ricadute sulla programmazione sociosanitaria, evidenziando la grande unità di intenti e di azione del mondo del non profit lombardo e il lavoro svolto da Federsolidarietà in questo contesto
Valeria Negrini, Vicepresidente di Federsolidarietà Lombardia, ha chiesto con forza che la nuova stagione del welfare lombardo non sia improntata unicamente alle logiche di contenimento delle spesa e della semplificazione, ma che al contrario debba avere i propri principi ispiratori nella:
· Centralità della persona. La persona deve rimanere il centro dei sistemi di protezione sociale di cui la Famiglia costituisce il primo e più importante cardine. Riteniamo che mettere al centro questa dimensione implichi lavorare per garantire alle persone ed alle famiglie certezza nei loro diritti sociali, richiamandoli nel contempo ad una corresponsabilità nella traduzione concreta.

· equità nell'accesso ai servizi e alle prestazioni;
· uguaglianza nelle opportunità di poter accedere ai servizi di welfare;
· co-responsabilità del Terzo Settore nello svolgere una funzione pubblica che non può essere riconosciuta solo al momento dell'erogazione, ma va legittimata nel momento della programmazione e nella costruzione “politica” del welfare.
· Abbandono della “mercificazione” del bisogno mascherato dalla centralità della domanda
Negrini ha evidenziato alcune difficoltà del welfare lombardo che, accentrando gli strumenti decisionali a livello regionale ha impoverito le possibilità di programmazione dei Comuni.
L’assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia Carolina Elena Pellegrini ha assicurato attenzione alle problematiche evidenziate dai cooperatori, garantendo una interlocuzione sostanziale con il Terzo Settore nella costruzione delle politiche di welfare. Ha altresì annunciato l’avvio del confronto per portare alla stesura della legge regionale sul welfare lombardo.