Via libera alle app

L'azzardo versione touch screen

3 Dicembre Dic 2012 1333 03 dicembre 2012

Da oggi si entra in una nuova era dei giochi: si potrà giocare da qualsiasi dispositivo touch screen. Igiochi immessi oggi sul mercato sono 1.409. I Casino sul piede di guerra: Campione fa causa allo Stato italiano

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Touch Screen
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Da oggi si entra in una nuova era dei giochi: si potrà giocare da qualsiasi dispositivo touch screen. Igiochi immessi oggi sul mercato sono 1.409. I Casino sul piede di guerra: Campione fa causa allo Stato italiano

Un tempo era la personificazione della fortuna, a essere chiamata in causa, come segno di buon auspicio. Oggi, quando tutto è spettacolo, la celebrità e l'apparire hanno preso il sopravvento, anche nei nomi.

Si chiama infatti "La Celebrità" la lotteria istantanea alla quale, da oggi, con autorizzazione dei Monopoli di Stato, sono collegate interfacce mobili (in sostanza delle "app") dai nomi non meno altisonananti: "Prendi tutto Mobile", "Mega miliardario mobile", "Miliardario mobile", "Sette e mezzo mobile". Si potrà giocare dal sito del concessionario, in un punto vendita nel quale sia disponibile un apposito apparecchio e, vera novità, su un qualsiasi dispositivo "touch screen". Ad oggi, 3 dicembre, Aams ha autorizzato 53 operatori a offrire slot online sulle proprie piattaforme di casinò games. In totale, i giochi immessi sul mercato sono 1.409.

Di fatto inizia l'era del gioco on-line (il numero di Vita in edicola dedica la copertina proprio alla “Guerra alle Slot”). Un'era senza freni, né remore: lotterie istantanee e slot machine saranno da oggi disponibili, in forma di app, su telefonini, tablet e telefoni...
Nel frattempo da domani, l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato viene cancellata, dopo 87 anni di attività e altre istituzioni, come i Casinò entrano in una crisi irreversibile.

Non soprende dunque che comune di Campione d’Italia, abbia deciso di avviare un’azione legale contro lo Stato italiano per aver permesso la diffusione di slot machine su tutto il territorio nazionale, fatto che di per sé contraddice la ragione storica che portò all'istituzione dei casinò, che fin dal 1804 costituivano un "altrove" regolato e normato rispetto alla potenziale deriva dell'azzardo di massa. Azzardo che, ricordiamolo, è tutt'ora vietato in Italia, salvo, appunto, in luoghi debitamente autorizzati come i casinò. Il fatto che grazie a un cavillo giuridico e linguistico il "gioco" alle slot machine diffuse nei bar e nei luoghi di ritrovo non venga qualificato come "azzardo", ma come "gioco regolamentato" o "autorizzato" lascia supporre che vi sia ben più diuna contraddizione nel tutt'altro che limpido panorama normativo che regola la materia.