retroscena

Invalidità e Inps, Fornero sapeva

16 Gennaio Gen 2013 1222 16 gennaio 2013

Nei giorni di festa si è consumato un tentativo di attacco alle pensioni di invalidità da parte dell'Inps, su cui c'è stata una retromarcia recentissima. Ma cosa c'è dietro? E come andrà avanti la questione? Le risposte del sottosegretario Guerra

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Elsa Fornero8
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Nei giorni di festa si è consumato un tentativo di attacco alle pensioni di invalidità da parte dell'Inps, su cui c'è stata una retromarcia recentissima. Ma cosa c'è dietro? E come andrà avanti la questione? Le risposte del sottosegretario Guerra

L’Inps ha appena fatto retromarcia sulla circolare 149 del 28 dicembre 2012, che con una mossa a sorpresa dal 1 gennaio 2013 considerava il reddito di entrambi i coniugi anziché il reddito individuale per riconoscere la pensione di invalidità per i soli invalidi civili al 100%. La partita però non è chiusa: la nota 717 del 14 gennaio 2013 dice infatti che l’Inps resta «in attesa della preannunciata nota ministeriale». A seguire l'istruttoria è il sottosegretario Maria Cecilia Guerra. Che ci svela i retroscena di questa brutta vicenda.

Come procede il lavoro di istruttoria che lei sta seguendo e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?
Come è già stato detto, la decisione dell’Inps è legata a un’interpretazione normativa fatta dalla Corte di Cassazione, peraltro non a sezioni unite. La discussione se si debba considerare solo il reddito della persona o anche quello dei suoi famigliari però è un tema aperto da più di trent’anni e in questi decenni è prevalsa, a periodi alterni, ora l’una ora l’altra interpretazione. La Corte di Cassazione ha messo in luce una discrepanza normativa che andrà sanata, ma è ovvio che in questo momento un intervento normativo non è possibile. Il rilievo che noi abbiamo mosso all’Inps è che questo non è un tema che si può risolvere con una circolare, ma deve essere affrontato e risolto con uno sguardo complessivo. In secondo luogo abbiamo osservato che d’accordo, c’è l’interpretazione che dice che il reddito da considerare è quello di entrambi i coniugi, ma allora si devono fissare due soglie reddituali diverse, una per i singoli e una per i coniugi, non usare la stessa per entrambe le situazioni. Anche questa tuttavia è una cosa che deve essere fatta con una legge.
L’istruttoria a cosa mira?
A fare un quadro giurisprudenziale completo e anche a capire cosa porta a far fare ricorso in Cassazione. Ma non ci esimeremo dal fare proposte per una revisione organica della questione.
In molti temono che la nuova legge arriverà e stabilirà che il reddito da considerare è quello di entrambi i coniugi… quindi una legge che peggiora la situazione attuale.
Non so dire ancora verso cosa ci orientaremo. È evidente però che i limiti reddituali dovranno essere due e coordinati, quindi se anche non si considerasse più solo il reddito individuale non è detto che, alzando le soglie, i nuovi parametri saranno penalizzanti. Personalmente però non condivido l’ipotesi di considerare il reddito dei due coniugi: o quello del solo individuo o quello del nucleo famigliare, tipo l’Isee. Certo, se uno volesse approfittare dell’interpretazione della Corte di Cassazione per tagliare, si potrebbe fare. Ma non è questa l’ottica.
Come è possibile che l’Inps prenda una decisione del genere in maniera autonoma, senza coordinarsi con il Ministero del Lavoro o con il Ministero dell’Economia? Il sospetto che circola in questi giorni è che la circolare 149 avesse il consenso del Mef…
Il coordinamento è desiderabile, ma l’Inps può agire autonomamente. Del Mef non so dire. Per quanto riguarda noi, l’Inps ci ha avvisato di questa decisione con una mail del 20 dicembre. Capisce che i tempi per arrivare a un indirizzo politico in quel momento erano strettissimi. Comunque la circolare di cui l’Inps ci aveva dato notizia non è stata emanata, nel senso che la 149 ha contenuti diversi. In questo senso la 149 è stata una sorpresa anche per noi.
E cosa prevedeva l’ipotesi originaria dell'Inps?
Andava molto nel dettaglio e sarebbe stata ancora più grave. Io avrei preferito che l’Inps si prendesse più tempo, per non gettare le famiglie in allarme, come è successo, però devo anche ribadire che il tema è aperto da decenni, nessuno può considerarlo una mossa a sorpresa.