MILANO

I politici rispondono alle domande degli assistenti sociali

4 Febbraio Feb 2013 1126 04 febbraio 2013

Nella nuova sede di via Mercandante a Milano decine di assistenti sociali e politici hanno discusso di diritti sociali ed equità dell’accesso per i cittadini al sistema di welfare oltre che del finanziamento e delle forme di intervento e organizzazione territoriale dei servizi

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Nella nuova sede di via Mercandante a Milano decine di assistenti sociali e politici hanno discusso di diritti sociali ed equità dell’accesso per i cittadini al sistema di welfare oltre che del finanziamento e delle forme di intervento e organizzazione territoriale dei servizi

«L'istituzione che rappresenta gli Assistenti sociali (5.000 in Lombardia) è un soggetto che ha chiesto sempre di partecipare attivamente ai processi di innovazione e ripensamento delle risposte ai cittadini, rivolgendosi a tutti i soggetti che pongono attenzione, passione e interesse al significato politico e culturale del lavoro sociale professionale e di come le professioni di aiuto contribuiscano a rendere più ricco e accogliente il tessuto sociale dove le persone vivono e lavorano». Inizia con queste parole di Renata Ghisalberti, presidente del Consiglio Regionale lombardo dell'Ordine degli Assistenti Sociali, il confronto con i candidati alle elezioni regionali organizzato dal CROAS della Lombardia in occasione dell'inaugurazione della nuova sede.

Una sala affollata più che mai, in un continuo via vai di presenze per lasciare spazio ai nuovi arrivati, coinvolti sui temi più caldi del welfare lombardo. Si è infatti discusso di diritti sociali ed equità dell’accesso per i cittadini al sistema di welfare oltre che del finanziamento e delle forme di intervento e organizzazione territoriale dei servizi. Si è approfondita la questione relativa alla Professione, visto che l’Ordine chiede da tempo, pur nella collaborazione con il privato sociale, di riconoscere nelle disposizioni regionali le specifiche competenze della nostra professione già normate da leggi nazionali e di costruire un sistema di sussidiarietà basato sulla chiarezza dei ruoli dei diversi interlocutori. Si è parlato di decentramento e/o unificazione degli assessorati regionali e delle istituzioni pubbliche. (in allegato le domande)

«Se io dovessi venire eletta al Consiglio Regionale della Lombardia – dichiara Lucia Castellano, capolista di Patto Civico per Ambrosoli - ripartirei dal basso e restituirei agli Assistenti Sociali il ruolo di regia, per rimettere al centro la persona e i suoi bisogni».

Parla di redistribuzione delle risorse Carlo Borghetti, candidato del PD e referente per il welfare. «Oggi come oggi il welfare non è più centrato sul ricovero, bisogna pensare al prima e al dopo, soprattutto. Se riuscissimo a spostare lo 0,5 % delle risorse dal piano sanitario a quello sociale potremmo ottenere 120 milioni di euro da investire in prevenzione».

Per Mario Mantovani, capolista per il PDL, «la presenza dell'Assistente Sociale rappresenta un valore inestimabile per il territorio”; è necessario dar vita ad uno “sportello unico del sociale, in grado di riconoscere le esigenze delle persone che gli si rivolgono, garantendo allo stesso tempo libertà di scelta ed equità nell'accesso».

«Le politiche sociali non sono mai scese così in basso come in questo momento - afferma don Virginio Colmegna, intervenuto al dibattito. La politica sociale dovrebbe significare inclusione e cittadinanza, ora invece è sempre più assistenziale e assistenzialista».

Per Arianna Censi (PD) il rapporto con gli operatori che si occupano di sociale deve essere alla base dell'azione politica per capire dove si deve andare. «Dobbiamo investire sulla prevenzione che garantisce vantaggi individuali sull'utente fin dal primo momento e, sul medio termine, anche notevoli vantaggi economici».

Con la crisi posta ovviamente al centro del confronto, non ci sta però Maria Grazia Guida, candidata con il Centro Democratico alle politiche nazionali, a lasciare tutta la responsabilità al Governo Monti; «è vero che è opera del suo Governo l'azzeramento del fondo per la non autosufficienza, ma negli anni 2008-2012 ci sono stati tagli lineari pari al 75% dei fondi che hanno messo inevitabilmente in ginocchio i servizi di welfare. La priorità per questo Paese è ripartire ora dalle politiche sociali, per costruire un paese moderno democratico e coeso».

Fabio Pizzul, capolista per il PD alla Regione Lombardia punta il dito sull'importanza dell'integrazione dei servizi, e sulla professionalità dell'Assistente Sociale capace di farsi carico delle situazioni di disagio del territorio e sostegno in condizioni di fragilità.

Sono intervenuti anche Carlo Borghetti (PD), Monica Borgonovo (PD), Eugenio Casalino (Movimento 5 Stelle), Arianna Cavicchioli (PD), Alessandro Colucci (PDL), Luca Corbellari (Idv), Simone Gelli (Lega Nord), Maria Teresa Guarino (UDC), Sara Valmaggi (PD) e Laura Molteni (deputata della Lega Nord).