Gioco d’azzardo

Adoc lancia il primo sportello no slot nelle Marche

25 Febbraio Feb 2013 1558 25 febbraio 2013

Secondo i dati dell'associazione sono circa 900 mila gli italiani affetti da ludopatia

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Secondo i dati dell'associazione sono circa 900 mila gli italiani affetti da ludopatia

L'Adoc Marche ha attivato uno sportello regionale di ascolto ed assistenza per le persone con problemi legati al gioco d'azzardo. Lo sportello, realizzato nell'ambito del progetto “Gioco, vincitori o vinti: quando il vizio diventa dipendenza” promosso dalla Regione Marche - Dipartimento delle Politiche sociali, fornisce un primo aiuto di tipo psicologico e assistenza legale alle persone interessate o ai loro parenti o conoscenti. Per Adoc sono circa 900 mila gli italiani affetti da ludopatia, i maggiori rischi sono legati al gioco illegale.

«L’Adoc è in prima linea sul fronte del sostegno ai cittadini vittime del gioco d’azzardo e l’apertura dello sportello d’assistenza nella nostra sede territoriale marchigiana ne è la dimostrazione», dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc, «sono circa 900 mila i giocatori patologici italiani adulti, più un 10% circa, stimiamo, di minorenni dipendenti. Fenomeni che vanno assolutamente contrastati, utilizzando anche parte delle rendite del gioco d’azzardo legale. Siamo convinti che parte degli incassi lo Stato debba investirli sia nella cura e nella prevenzione della ludopatia, sia nell’assistenza sociale e nella lotta alla malavita. Riteniamo difatti che contrastare la malavita nel settore dei giochi d’azzardo sia un imperativo. Ogni anno il gioco illegale fattura circa 20 miliardi di euro, senza contare il fenomeno del gioco illegale effettuato online».

«Il giocatore che finisce nel tunnel della dipendenza tende a nascondere la sua condizione, mente ai familiari e a volte si ritrova a rubare denaro in casa o vendere beni di famiglia per procurarsi il denaro necessario ad alimentare il suo insaziabile bisogno di scommettere», sottolinea la responsabile del progetto Marina Marozzi, presidente di Adoc Marche, «A volte si indebita e di frequente perde occasioni importanti di lavoro. Il giocatore affetto da dipendenza tende ad isolarsi e a vivere nella assoluta solitudine e intimità il proprio dramma. E' per questo che abbiamo pensato di offrire sia il sostegno psicologico, attraverso una prima consulenza che può orientare il soggetto ad avviare un percorso di recupero presso le strutture specializzate del servizio sanitario, come i Dipartimenti per le dipendenze, sia il sostegno legale che può invece aiutare il soggetto stesso o i propri familiari ad individuare delle soluzioni ai problemi di indebitamento o altre problematiche ad esso connesse».