Terza coop in Italia

5 per mille, quella coop palermitana da record

1 Luglio Lug 2013 1336 01 luglio 2013

Dopo il caso lanciato sul magazine di giugno abbiamo stanato i dirigenti della coop Orchidea. Ci hanno raccontato di una realtà messa in ginocchio dalla crisi, ma con una grandissima capacità di convincimento dei contribuenti

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Palermo
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Dopo il caso lanciato sul magazine di giugno abbiamo stanato i dirigenti della coop Orchidea. Ci hanno raccontato di una realtà messa in ginocchio dalla crisi, ma con una grandissima capacità di convincimento dei contribuenti

Non ha un sito internet e non ve n’è traccia sul web (unica traccia un vecchio video su youtube). Tra gli amici del non profit di Palermo il suo nome non dice nulla a nessuno. Ufficialmente risulta una “società inattiva”. Eppure al suo primo esordio nel 5 per mille, nel 2011, ha raccolto 8.275 firme, per un totale di 124.014 euro (importo medio di 14,98 euro). Insomma, ce n’è abbastanza per incuriosirsi.

L’Orchidea, così raccontano i documenti ufficiali, è nata a Palermo il 28 marzo 1996. È iscritta al registro delle cooperative dal marzo 2007. È attiva, secondo il suo oggetto sociale, in una varietà impressionante di settori: dalla raccolta dei rifiuti alla pulizia delle spiagge, dall’assistenza domiciliare agli anziani alla gestione di comunità di tossicodipendenti, con l’obiettivo primario dell’inserimento nel mondo lavorativo di persone svantaggiate, in misura non inferiore al 30% dei suoi lavoratori. Nel 2001 i suoi dipendenti erano 13. E poi?
Orazio Bottiglieri è il presidente della cooperativa L’Orchidea. È fresco di nomina, come tutto il cda, nominato nel dicembre 2012: si tratta di tre giovani dai 40 ai 32 anni, Orazio Bottiglieri, Jacopo Maurilio Rap e Maria Rosaria Pianges. Ex consigliere comunale di Palermo, politicamente cresciuto con Leoluca Orlando, Bottiglieri risponde dal cineteatro Colosseum, nato a Palermo nel 2010, di cui è direttore artistico. «Di cosa si occupa la cooperativa? Fino a poco tempo fa ha gestito un centro ricreativo per bambini, “Il paese dei balocchi”». Ci racconta di attività teatrali, qualche gita, delle giornate a tema (la prossima sarà il 19 luglio, in memoria di Paolo Borsellino), portare i bambini al cinema gratis, coinvolgendo «fino a 40/50 ragazzini», ma anche della distribuzione di cibo «per il banco alimentare». Quel “fino a poco tempo fa”, spiega Bottiglieri, vuol dire che «siamo in grossissime difficoltà economiche, l’affitto del locale ci costava 2mila euro al mese, non potevamo più permettercelo. Il bilancio del 2012? Non me lo ricordo, noi facciamo tutte le attività gratuitamente, avremo 5/10mila euro di entrate».

Quella della cooperativa attiva nella raccolta dei rifiuti, Bottiglieri dice essere «una storia antica»: «siamo una cooperativa di tipo B, per l’inserimento lavorativo, ma nessuno ci vuole, saprà benissimo che i Comuni non hanno più soldi. Alla fine degli anni 90 avevamo alcune convenzioni con il Comune di Palermo, abbiamo partecipato a bandi, assunto dei ragazzi, ma dal 2000 è crollato tutto. Da anni non abbiamo nessun dipendente e non facciamo alcun lavoro, per questo siamo inattivi. Invece di chiudere la cooperativa di lavoro e servizi abbiamo avviato queste attività ludico-ricreative con i bambini: siamo solo volontari, incluso me».
L’enorme successo della cooperativa nel 5 per mille 2011 - è la terza cooperativa sociale in Italia per importo incassato - Bottiglieri lo spiega così: «abbiamo creato sinergie positive, alcuni soci gestiscono società di assistenza fiscale, diversi caf in città hanno accettato di appoggiarci e così con i volontari abbiamo fatto sensibilizzazione». Come? «Lasciando volantini. In particolare nel 2011 abbiamo fatto un libro pagato da noi, è venuto molto bene ed è stato un successo, se vuole glielo mando: si chiama “Lettere dal paese dei balocchi”, sono lettere in cui i nostri bambini parlano di Palermo e di sé. Lo abbiamo relegato, nei caf, a chi ci sceglieva per il 5 per mille. Quell’anno ci diede una grossa mano una grande sigla, l’anno dopo ci disse che aveva altre realtà da sostenere. Infatti immagino che il 5 per mille 2012 sarà un quinto di questo». Naturalmente i 125mila euro non sono ancora arrivati, e all’Orchiedea «non abbiamo ancora pensato come usarli quando arriveranno. La prima cosa sarà acquistare un locale idoneo per le nostre attività, 120-150 mq per accogliere quotidianamente i nostri ragazzi».