La petizione di Vita

Aisac, uffici chiusi con lo scippo del 5 per mille

10 Luglio Lug 2013 1244 10 luglio 2013

La piccola associazione che si occupa di acondroplasia a causa del mancato introito di 12mila euro previsti nel computo del 5 per mille 2011 è stata costretta a licenziare una persona e questo limiterà di molto le attività.

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La piccola associazione che si occupa di acondroplasia a causa del mancato introito di 12mila euro previsti nel computo del 5 per mille 2011 è stata costretta a licenziare una persona e questo limiterà di molto le attività.

Vale una persona lo scippo dei circa 11.900 euro che vengono a mancare al 5 per mille che spetterebbe ad Aisac. A rivelarlo è il presidente Marco Sessa che denuncia: «Al momento non possiamo più garantire il servizio di presidio e continuità delle attività in sede perché abbiamo dovuto licenziare un persona. Non siamo riusciti neppure a fare un part-time. Si tratta di una doppia perdita: da un lato il servizio che prestavamo ai soci e dall’altro una persona ora è a casa senza lavoro». Per Aisac la perdita di quei quasi 12mila euro è stato un colpo da «colpiti e affondati» come chiosa Marco Sessa.

Il presidente di Aisac spiega come ora «siamo costretti a tenere chiusi gli uffici due volte la settimana, quasi la metà del tempo ed è un grave danno alla continuità delle iniziative e all’organizzazione dell’associazione».
Per una realtà relativamente piccola come quella di Aisac la mancanza di questi fondi «non è una perdita banale se consideriamo che per noi il 5 per mille vale circa 49mila euro: si tratta di una percentuale rilevante, soprattutto in un momento in cui si stanno tagliando anche i bandi. Da qui ne deriva che il 5 per mille diventa per noi una delle fonti principali, se ci tolgono qualcosa come il 20 per cento di quello che ci spetterebbe allora diventa dura».

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