La petizione

Guerini: con lo scippo del 5 per mille lo Stato uccide la solidarietà

15 Luglio Lug 2013 1901 15 luglio 2013

Così il presidente di Federsolidarietà-Confcooperative definisce il taglio al 5 per mille. «La P.A. si sta ritirando dal sociale e oltretutto punisce chi sta lavorando a sostegno dei più deboli»

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Così il presidente di Federsolidarietà-Confcooperative definisce il taglio al 5 per mille. «La P.A. si sta ritirando dal sociale e oltretutto punisce chi sta lavorando a sostegno dei più deboli»

«Un taglio diretto ai servizi verso i più deboli, un colpo durissimo al welfare e alla solidarietà»: è questa la definizione che Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative, dà del taglio al 5 per mille destinato alla federazione. Un colpo secco da 1,7 milioni in due anni, che saranno così sottratti al sistema delle cooperative sociali del consorzio.

«Il beneficio non rimane a livello centrale», spiega infatti Guerini, «ma viene ripartito e ridistribuito alle migliaia di cooperative sociali di Federsolidarietà che gestiscono sul territorio servizi di welfare e sostegno sociale». Così può capitare che a causa dello “scippo” una casa famiglia non possa più accogliere lo stesso numero di minori in difficoltà, o un centro residenziale per disabili sia costretto a limitare le proprie iniziative; ma non bisogna dimenticare, come ricorda il presidente, che le cooperative sociali sono attive anche in settori delicatissimi come quelli della dipendenza o della psichiatria.

Ma c'è anche dell'altro: «Molte delle risorse che investiamo vanno a potenziare l'innovazione sociale», continua Giuseppe Guerini, «e quindi a inventare nuovi sistemi di risposta ai nuovi bisogni. le nostre cooperative sociali sono infatti spesso incubatori di novità, veri e propri laboratori in cui si sperimenta il welfare che verrà».

Un patrimonio davvero raro che viene così messo a rischio, se non irrimediabilmente amputato nelle proprie potenzialità. E il tutto in un panorama in cui i finanziamenti di qualsiasi tipo non sono certo a portata di mano: «Lo scippo del 5 per mille è tanto più grave oggi», conclude Guerini, «in un periodo in cui i fondi pubblici sono quasi azzerati. Lo Stato si sta ritirando dal sociale e oltretutto punisce chi sta lavorando a sostegno dei più deboli».

In due anni infatti lo Stato ha sottratto al 5 per mille 172 milioni. Per questo Vita ha lanciato la petizione “5 per mille, una firma contro lo scippo di Stato. Firma per chiedere che non si prosegua oltre in questo abuso e scopri quanto è stato tolto in questi anni alla tua associazione o a quella a cui hai destinato il tuo 5 per mille.