La petizione di Vita

Lo scippo del 5 per mille rallenta la Lega del Filo d'Oro

23 Luglio Lug 2013 1521 23 luglio 2013

Un milione e mezzo in due anni: a tanto ammonta lo scippo del 5 per mille per la Lega del Filo d'Oro. «Con quei soldi avremmo potuto già aprire alcune nuove sedi territoriali e coprire parte dei costi della nuova sede di Osimo», dice il segretario generale Rossano Bartoli

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Un milione e mezzo in due anni: a tanto ammonta lo scippo del 5 per mille per la Lega del Filo d'Oro. «Con quei soldi avremmo potuto già aprire alcune nuove sedi territoriali e coprire parte dei costi della nuova sede di Osimo», dice il segretario generale Rossano Bartoli

Con 125.815 firme, la Lega del Filo d’Oro è al settimo posto nell’elenco delle onlus scelte dagli italiani con il 5 per mille. Per questa associazione che segue disabili gravissimi, ovvero persone sordocieche e pluriminorati psicosensoriali, lo scippo del 5 per mille messo in atto dallo Stato si traduce in 704mila euro trattenuti nel 2010 e in altri 860mila euro non erogati nel 2011. In totale, più di 1 milione e mezzo di euro che gli italiani hanno destinato alla Lega del Filo d’Oro e ai suoi servizi in favore delle persone sordocieche sono rimasti invece nelle casse dello Stato.

Rossano Bartoli, segretario generale dell’Associazione, è stato tra i primi, all’indomani dell’uscita degli elenchi del 5 per mille, ad intuire che i conti non tornavano. «La prima osservazione da fare è di principio ed è quella da cui nasce la battaglia di Vita», spiega oggi: «chi ha messo una firma nella sua dichiarazione dei redditi voleva che il suo 5 per mille andasse a noi, non allo Stato. Lo Stato fino a pochissimo tempo fa non ha mai dichiarato ufficialmente che il 5 per mille non è un vero 5 per mille e devo dire che la spiegazione data è insufficiente. La prima cosa da fare quindi è stabilizzare e togliere quel tetto ingiusto a uno strumento verso cui gli italiani hanno mostrato un così grande apprezzamento».

Ma cosa significano quel milione e mezzo di euro in meno per Lega del Filo d’Oro? «Non significa che non abbiamo accolto utenti. Con questa cifra però certo avremmo potuto anticipare l’apertura di nuove sedi territoriali in alcune regioni», dice Bartoli. «Le sedi territoriali sono un punto di riferimento fondamentale per le famiglie, che trovano informazioni puntuali, un aiuto nelle pratiche, un appoggio quotidiano per le tante iniziative con i volontari e le attività proposte. Ci stiamo ragionando in cinque regioni e dato che l’avvio di una sede territoriale richiede un investimento che si aggira sui 100/150mila euro con quei soldi ne avremmo potute già avviare più di una».

Quei soldi in meno impattano anche in un altro modo. La Lega del Filo d’Oro ha da poco avviato un grandissimo progetto: costruire la nuova sede di Osimo, riunendo tutte le attività e i servizi, oggi sparsi in 15 edifici, ampliando i posti disponibili e migliorando ulteriormente il servizio. «Il “progetto Linguetta” ovviamente ha il suo iter e va avanti, ma quel milione e mezzo di euro sarebbero stati una copertura di costo importante».

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