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Nasce il fondo per le "rinunce" degli onorevoli

3 Settembre Set 2013 1452 03 settembre 2013

Molti politici, dal Parlamento in giù, hanno detto di essere disponibili a devolvere parte dello stipendio per la collettività. Oggi nasce un fondo di garanzia per l'occupazione giovanile: quanti lo useranno davvero?

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Parlamento Italiano
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Molti politici, dal Parlamento in giù, hanno detto di essere disponibili a devolvere parte dello stipendio per la collettività. Oggi nasce un fondo di garanzia per l'occupazione giovanile: quanti lo useranno davvero?

In molti hanno parlato e promesso. Qualcuno è passato ai fatti. Oggi la casta non ha più scuse. Per dare uno strumento concreto a parlamentari e consiglieri regionali di diversi gruppi politici che hanno manifestato l'intenzione di rinunciare a una parte del loro stipendio per liberare risorse da destinare alla collettività, nasce oggi un «Fondo per l'occupazione giovanile», promosso da Banca Etica. Questo fondo di garanzia consentirà di dare credito alle imprese sociali giovanili, finanziando le imprese che impiegano giovani al di sotto dei 36 anni, siano esse già avviate o in fase di start up, con priorità alle imprese cooperative e mutualistiche.

Il Fondo di Garanzia sarà alimentato dalle donazioni di rappresentanti eletti delle istituzioni e dai contributi di tutti coloro – organizzazioni e privati cittadini – che vorranno aderire all'iniziativa. Il plafond di finanziamenti a imprese giovanili che Banca Etica potrà erogare sarà pari al doppio della cifra raccolta con le donazioni (2 euro di finanziamenti erogati per ogni euro di donazioni raccolto). Il Fondo di Garanzia consentirà a Banca Etica – con la collaborazione della Fondazione antiusura Interesse Uomo - di valutare anche le richieste di finanziamento provenienti da imprese giovanili in fase di start up che difficilmente avrebbero accesso al credito in assenza di garanzie.

«Diversi parlamentari e consiglieri regionali hanno chiesto a Banca Etica di creare uno strumento di finanza etica che veicolasse verso obiettivi sociali la quota di emolumenti a cui sono disposti a rinunciare», spiega il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri. «Lo contribuzione al fondo è aperta agli eletti di tutti gli schieramenti, ma anche a organizzazioni, imprese e cittadini. Banca Etica, che ribadisce la sua natura apartitica e trasversale ai diversi orientamenti della società civile, da sempre propone modelli innovativi di redistribuzione delle risorse, dimostrando come la finanza etica contribuisce ad alleviare gli effetti drammatici di uno squilibrio economico che non si attenua. Per questo insistiamo nel chiedere ai politici non solo iniziative personali verso una maggior equità e solidarietà, ma l'impegno ad adottare nuove regole per la finanza, che premino le istituzioni che lavorano al servizio dell'economia reale e del bene comune e impediscano quelle attività puramente speculative che hanno innescato la crisi».