assistenza familiare

Badanti e colf straniere, stampella del welfare italiano

11 Settembre Set 2013 1930 11 settembre 2013

Un convegno, promosso dalla rete di filiali UniCredit, per spiegare il contributo sempre più in crescita degli immigrati nell’assistenza familiare

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Un convegno, promosso dalla rete di filiali UniCredit, per spiegare il contributo sempre più in crescita degli immigrati nell’assistenza familiare

Il 17 settembre, alle ore 11 nell’Aula Magna di Piazza Cordusio a Milano , si terrà un convegno per discutere l’ “Indagine sull’assistenza familiare in Italia: il contributo degli immigrati”, realizzata da Agenzia Tu, rete di filiali UniCredit dedicata ai cittadini stranieri residenti in Italia. L’obiettivo dell’incontro è individuare vie per incentivare la formazione professionale degli assistenti familiari stranieri e far crescere la consapevolezza dei loro diritti e doveri.
L’apertura dei lavori sarà affidata a Maurizio Carrara, Presidente UniCredit Foundation. A seguire -dopo la presentazione della ricerca da parte di Franco Pittau, del Centro Studi e Ricerche IDOS- una tavola rotonda, moderata dal direttore di Vita Riccardo Bonacina, con interventi di: Pier Francesco Majorin, assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute del Comune di Milano; Cristina Proci, dell’Agenzia Tu UniCredit; Pier Francesco Rupolo, de “La Rivista della Badante”; Valeriano Canepari, Presidente Nazionale CAF CISL.
Nell’ultimo decennio il tema degli assistenti familiari stranieri è entrato in maniera consistente al centro del dibattito nazionale: badanti, colf e baby sitter, principalmente donne, costituiscono la categoria più numerosa tra i lavoratori immigrati in Italia, 750mila persone. Se non ci fossero badanti, assicurare un servizio analogo costerebbe allo Stato 45 miliardi di euro. Una categoria dunque che a tutti gli effetti è diventata target interessante per una banca: la bancarizzazione come passo in più in direzione dell’integrazione.
L’Indagine sull’assistenza familiare è nata con questi scopi: sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di questa categoria di lavoratori; favorire l'inclusione finanziaria dei nuovi cittadini fondamentale per raggiungere la piena integrazione; costruire una base conoscitiva e di riflessione per incentivare progetti mirati destinati ai soggetti istituzionali del settore pubblico.
La metodologia seguita per la ricerca è stata la seguente: 606 questionari cartacei raccolti grazie all'impegno di tutte le Agenzie Tu verso clienti e non clienti; interviste tra giugno e luglio del 2012; un’analisi condotta dal Centro Ricerche e Studi IDOS, con la supervisione di Franco Pittau, che è il massimo esponente in Italia di tali analisi sulla migrazione.