crisi nera, anzi verde

Grecia, un ecomostro (non) ci salverà

2 Ottobre Ott 2013 1332 02 ottobre 2013

Disperatamente alla ricerca di fondi, il governo ha annunciato di voler rendere edificabili vaste aree naturali, tra cui il 15% del territorio boschivo protetto. A rischio sono soprattutto le coste e le isole più belle, che potrebbero cadere nelle mani degli speculatori edilizi. Ma le associazioni non ci stanno

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Disperatamente alla ricerca di fondi, il governo ha annunciato di voler rendere edificabili vaste aree naturali, tra cui il 15% del territorio boschivo protetto. A rischio sono soprattutto le coste e le isole più belle, che potrebbero cadere nelle mani degli speculatori edilizi. Ma le associazioni non ci stanno

Le associazioni ambientaliste greche sono sul piede di guerra contro un progetto del governo che per fare cassa ha deciso di rendere edificabili vaste aree protette del paese, comprese le riserve naturali, le foreste e le aree a ridosso delle coste e sulle isole più belle (nella foto, siamo a Santorini). Il ministero dell'Ambiente ha presentato il provvedimento come un sistema per incentivare le costruzioni turistiche e le infrastrutture, e quindi attirare investitori in un paese allo stremo dal punto di vista economico, ma le associazioni non ci stanno e denunciano il rischio speculazione e distruzione del territorio.
In Grecia è dunque nato un coordinamento di associazioni (tra cui Archelon, Mediterranean Network SOS, Società greca per l'Ambiente e la cultura, Società greca per la Protezione della Natura, Società ornitologica greca, Greenpeace e WWF) che si oppone al governo e denuncia come il progetto, lungi dal'avere ricadute economiche positive, porterà invece all'esatto opposto: "Questo disegno di legge è irricevibile", ha detto Dimitris Karavellas, direttore di WWF Grecia, "perché non solo non risolve i problemi, ma invece ci porta a una più profonda e molto più grave crisi: la crisi ecologica. Le decisioni prese sotto la spinta di una visione politica che punta a uno sviluppo perverso, ci porterebbero verso un futuro più povero e senza ritorno. Il vero nostro capitale è quello naturale, dobbiamo farlo fruttare e proteggerlo, non svenderlo".
Il WWF fa i conti: se la proposta governativa fosse approvata, oltre il 15% di territorio boschivo greco oggi protetto diventerebbe preda degli speculatori edilizi. Inoltre, gran parte del territorio svincolato si trova "casualmente" a ridosso delle coste balneabili o su isole turistiche, ed è caratterizzato dalla macchia mediterranea. Oggi ovviamente non edificabili, queste aree sono da sempre state teatro di incendi dolosi, e le associazioni sono certe che anche solo l'idea che potrebbero essere rese edificabili potrebbe armare la mano di centinaia di piromani.
"L'ambiente incontaminato è il vero tesoro della Grecia", conclude il presidente del WWF, che ha chiesto al governo di ritirare immediatamente il provvedimento e di lanciare una consultazione pubblica per chiedere ai greci il loro parere e avviare un "un significativo e ampio percorso realmente sostenibile che il paese merita" per uscire dalla crisi.