Legge di Stabilità

Lo dice anche il Parlamento: il 5 per mille non può avere il tetto

11 Dicembre Dic 2013 1256 11 dicembre 2013

Carlo Mazzini riprende una nota del Servizio Bilancio di Montecitorio che afferma che «i relativi oneri possono risultare variabili di anno in anno in ragione delle scelte effettuate e, di conseguenza, non appaiono circoscrivibili - in linea di principio - entro limiti di spesa»

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Carlo Mazzini riprende una nota del Servizio Bilancio di Montecitorio che afferma che «i relativi oneri possono risultare variabili di anno in anno in ragione delle scelte effettuate e, di conseguenza, non appaiono circoscrivibili - in linea di principio - entro limiti di spesa»

Anche il Servizio Bilancio della Camera, nell’esame tecnico della Legge di Stabilità 2014, afferma che i 400 milioni attribuiti dal Senato al 5 per mille 2014 non possono considerarsi un limite di spesa bensì una previsione di spesa (art 1, c 131 del ddl).

Infatti nel Dossier numero 4 del 3 dicembre scorso, gli esperti riportano la seguente conclusione:
«Sotto il profilo metodologico, tuttavia, si ricorda che il meccanismo di attribuzione della quota Irpef del 5 per mille si basa sulle opzioni dei contribuenti. Pertanto i relativi oneri possono risultare variabili di anno in anno in ragione delle scelte effettuate e, di conseguenza, non appaiono circoscrivibili - in linea di principio - entro limiti di spesa. Ciò considerato, l’eventuale mancata rispondenza dell’onere rispetto al fabbisogno finanziario derivante dalle opzioni espresse potrebbe determinare la necessità di integrare successivamente lo stanziamento con norma di rango legislativo».

Traduciamo, ad uso soprattutto dei componenti della V commissione della Camera che in questi giorni stanno presentando e valutando le proposte emendative alla legge di stabilità.
Il 5 per mille, per potersi dire “cinque per mille dell’IRPEF” deve consentire alle organizzazioni di ricevere - scusate la ripetizione - il “5 per mille” attribuito dai contribuenti. Ragionamento tautologico, me ne rendo conto, ma da alcuni anni non entra proprio in testa ai nostri parlamentari.

Dato che il numero dei contribuenti e il reddito (quindi le imposte) variano di anno in anno, non è possibile limitare la spesa, ma prevederla; e nel caso in cui la previsione si rivelasse sbagliata (per difetto) sarà necessario con successiva legge stanziare altre risorse.

È così difficile capirlo?