RICERCHE

Lombardia: aumentano gli infortuni mortali sul lavoro

12 Dicembre Dic 2013 1339 12 dicembre 2013

I casi mortali sono passati da 125 nel 2011 a 133 nel 2012. I dati emergono dal Rapporto regionale INAIL 2012 Lombardia presentato in occasione del convegno “In rete per il lavoro” promosso in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca. All'inizitiva ha partecipato anche Anmil Lombardia

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I casi mortali sono passati da 125 nel 2011 a 133 nel 2012. I dati emergono dal Rapporto regionale INAIL 2012 Lombardia presentato in occasione del convegno “In rete per il lavoro” promosso in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca. All'inizitiva ha partecipato anche Anmil Lombardia

Nel 2012 in Lombardia sono stati 117.102 gli infortuni denunciati all’INAIL, con un calo del 7,8% rispetto ai 127.018 del 2011. Lo stesso andamento in diminuzione si registra a livello nazionale, dove il calo degli infortuni è del 9,5%. In aumento invece i casi mortali, passati da 125 nel 2011 a 133 nel 2012.

Il Rapporto annuale regionale INAIL 2012 Lombardia è stato presentato durante il convegno “In rete per il lavoro” promosso assieme al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca e svoltosi nell’Ateneo milanese. INAIL Lombardia ha reso pubblico il bilancio degli infortuni e delle malattie professionali in Lombardia e ha approfondito l’importante aspetto del reinserimento sociale delle persone con disabilità da infortunio sul lavoro raccogliendo le esperienze e le testimonianze di chi sul territorio impegna risorse ed energie per costruire la rete necessaria a recuperare al massimo le potenzialità del lavoratore infortunato.

Una rete che non è solo quella elettronica, ma il risultato di relazioni, rapporti, interessi, competenze e impegno per restituire alla vita la persona danneggiata da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale. All’intervento di Inail sui dati, sulla “presa in carico”, sull’approccio multidisciplinare, si è affiancato quello di ANMIL (Associazione tra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) con la sua agenzia del lavoro diretta da Claudio Messori e delle imprese che accolgono i lavoratori che devono reinserirsi nel mondo del lavoro, spesso cambiando anche professione.

Per quanto riguarda gli infortuni mortali, da segnalare che dei 133 casi, 63 si sono verificati in ambiente di lavoro ordinario mentre 70 sono da ricondursi al “rischio strada”; di questi ultimi, in particolare, 45 sono “infortuni in itinere”, a fronte dei 32 casi del 2011.

In diminuzione invece il dato riguardante gli infortuni mortali in occasione di lavoro, sia di quelli avvenuti in ambiente di lavoro ordinario, sia di quelli provocati dalla circolazione stradale che coinvolgono, principalmente, gli autotrasportatori merci e persone, i commessi viaggiatori, gli addetti alla manutenzione stradale. In particolare, gli eventi mortali in occasione di lavoro sono 88 nel 2012, rispetto ai 93 del 2011.
Se si escludono gli eventi riconducibili al “rischio strada”, si può confermare il trend in diminuzione degli eventi in “occasione di lavoro”. Tale riduzione è da attribuire a un effettivo miglioramento dei livelli di rischio in atto e, solo parzialmente, alla crisi economica che in regione non ha prodotto un drastico calo degli occupati, che anzi, nel biennio 2011-2012 si sono assestati sui 4 milioni e 270 mila (dato Istat).

Stranieri. La Lombardia registra una flessione degli infortuni che hanno interessato i lavoratori stranieri, passati dai 25.090 del 2011 ai 22.913 del 2012. In aumento, invece, i casi mortali (33 nel 2012 rispetto ai 22 casi del 2010). Nel 2012 gli infortuni occorsi a lavoratori stranieri rappresentano il 22% degli infortuni complessivi a livello nazionale, mentre, se si considerano i casi mortali, la percentuale aumenta al 28%. Marocco, Romania e Albania nell’ordine sono le comunità che ogni anno denunciano il maggior numero di infortuni sul lavoro, totalizzandone oltre il 32%.

Malattie professionali. In Lombardia si è registrata una diminuzione del 3,7% dei casi di malattia professionale denunciati: sono, infatti, 3.035 i casi registrati nel 2012 rispetto ai 3.150 del 2011. Il 78% delle malattie professionali viene denunciato dagli uomini contro il 22% dalle donne e questo mostra come gli uomini siano ancora adibiti ad attività a maggior rischio. Solo l’11% delle segnalazioni provengono dai lavoratori stranieri. In relazione alle malattie professionali manifestatesi in Lombardia nel 2012 e denunciate all’Inail per la gestione Industria e Servizi, la diminuzione rispetto all’anno precedente ha riguardato quasi tutte le patologie, ma non quelle correlate ad asbesto (mesotelioma pleurico, carcinoma polmonare e asbestosi), le malattie da sovraccarico biomeccanico del ginocchio e da ernia discale lombare. Sono in aumento, in controtendenza rispetto al passato, le denunce per l’ipoacusia da rumore <javascript:void(null)> . In calo del 54% le segnalazioni per silicosi, del 46% le malattie causate da vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano braccio e del 50% le malattie neoplastiche causate da polveri di legno duro.

Donne e infortuni. Gli infortuni occorsi a donne, in Lombardia nel 2012, sono pari al 32,7% degli infortuni complessivi denunciati all’Inail. In valore assoluto gli infortuni occorsi a donne, comunque, registrano un calo del 4% rispetto all’anno 2011, mentre il calo per gli uomini è stato del 10%.
Gli infortuni occorsi a donne nel loro complesso avvengono prevalentemente negli ambienti di lavoro ordinario (71%), mentre il restante 29% avviene su strada con e senza mezzo di trasporto. La percentuale degli infortuni in ambienti di lavoro ordinario aumenta al 76% se si considerano le sole donne straniere. I casi mortali sono in aumento, da 8 casi nel 2011 a 11 casi nel 2012. Un caso è avvenuto in ambiente di lavoro ordinario e ha riguardato una dipendente di una industria chimica che si occupa di lavorazione di resine sintetiche, 6 casi sono stati infortuni in itinere con mezzo di trasporto e 4 casi in occasione di lavoro con mezzo di trasporto. La strada resta sempre il rischio maggiore, sia in itinere che in occasione di lavoro.

La professoressa Carla Facchini, direttore del Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca, ha diretto i lavori, mentre Ivana Fellini, ricercatore di Sociologia dei processi economici e del Lavoro e Tiziana Vettor, docente di Diritto del lavoro dell’Ateneo milanese, hanno presentato rispettivamente una lettura sociologica e una giuridica del fenomeno.
Il direttore regionale INAIL Antonio Traficante ha insistito sulla fiducia tra le parti e sul rispetto della persona come valori necessari nello sforzo di costruire il risultato del recupero fisico, psicologico e sociale dell’infortunato sul lavoro con danni permanenti e per rendere concreta la prevenzione degli incidenti e la sicurezza in ogni luogo di vita studio e lavoro.
Per Regione Lombardia è intervenuto Giovanni Daverio, direttore generale dell’assessorato Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato.
In conclusione Francesco Rampi, Presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza INAIL, che è intervenuto per ricordare l’impegno dell’Istituto per il reinserimento delle persone con disabilità da lavoro.