caso lampedusa

Legacoop sociali: scandalo figlio di un sistema malato

19 Dicembre Dic 2013 1212 19 dicembre 2013

Per la presidente Paola Menetti "i fatti accaduti sull'isola sono ingiustificabili, e dovranno essere accertate le responsabilità", anche se "serve un profondo cambiamento delle politiche sull'accoglienza, per evitare situazioni ingestibili". Ma il problema della professionalità e degli standard qualitativi resta

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Lampedusa Tg2
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Per la presidente Paola Menetti "i fatti accaduti sull'isola sono ingiustificabili, e dovranno essere accertate le responsabilità", anche se "serve un profondo cambiamento delle politiche sull'accoglienza, per evitare situazioni ingestibili". Ma il problema della professionalità e degli standard qualitativi resta

"Le responsabilità ci sono, e una volta accertate saranno di chi ha messo in atto quei comportamenti. Ma non si può ignorare che le condizioni del centro di Lampedusa sono parte del problema. Se fossero diverse, probabilmente oggi non saremmo qui a discutere". Ha le idee chiare Paola Menetti, presidente nazionale di Legacoop sociali. E proprio a Legacoop sociali Sicilia (che sul caso ha aperto un'indagine, affidandola a una Commissione ad hoc) appartiene la cooperativa "Lampedusa Accoglienza" oggi nell'occhio del ciclone per le immagini choc sulla "disinfestazione" dei migranti.
Quindi lei dice che gli operatori della cooperativa hanno sbagliato, ma non è tutta colpa loro?
No, io dico che non ha senso limitarsi a cercare le responsabilità dei singoli, che pure nessuno nega, senza voler vedere il resto del problema, e cioè che quella struttura è assolutamente inadeguata a svolgere la delicata funzione a cui dovrebbe servire.
In quali condizioni si trova il centro di accoglienza di Lampedusa?
Sicuramente non sono condizioni normali. La struttura è stata data alle fiamme, distrutta e mai ricostruita. La capienza è appena sufficiente ad accogliere 250 persone, mentre ora gli ospiti sono oltre 600 e sono arrivati fino a 1200. E' chiaro che gli operatori lavorano in condizioni difficili, che a volte possono contribuire ad alzare la soglia della tolleranza verso comportamenti che sono e rimangono inaccettabili.
Anche i vertici della cooperativa però avevano una soglia di tolleranza alta: il vicepresidente Cono Ganapò, per esempio, è stato rinviato a giudizio per truffa... come mai continuava a ricoprire ruoli di responsabilità all'interno di una realtà che aderisce a Legacoop?
Non ho elementi per valutare le singole persone. Legacoop nazionale ha preso immediatamente posizione sulla vicenda come ci è stata mostrata dalle immagini senza per ora entrare nel merito ; Legacoop Sicilia dal canto suo ha ritenuto di dover rimouovere i dirigenti in attesa di ulteriori accertamenti di responsabilità. In ogni caso mi sembra di poter dire che eventuali vicende pregresse non rilevano direttamente nel caso di cui stiamo parlando.
Ma non ci sono degli standard qualitativi a cui una cooperativa di Legacoop deve uniformarsi per poter entrare a far parte del vostro gruppo?
Certo, abbiamo un codice etico, e le cooperative che agiscono a Lampedusa fanno parte di Legacoop da molto tempo, quindi lo conoscono benissimo. Ma anche qui bisogna fare un distinguo: se un giorno si scoprisse che un operatore di una nostra cooperativa maltratta gli anziani in una casa di riposo, si metterebbe in dubbio la titolarità della coop di appartenere alla Lega? Piuttosto si andrebbe a vedere la singola professionalità e se ci sono state irregolarità nell'assunzione di quell'operatore da parte della cooperativa.
Succederà anche per Lampedusa?
Succederà anche per Lampedusa. Ma sostenere che tutto il personale è inadeguato, pur a fronte di fatti gravi come questi. sarebbe un grosso errore. Non dimentichiamoci che parliamo di persone che lavorano in situazioni di emergenza e che hanno dato molte volte prova di sensibilità e attenzione.
Cosa accadrà nelle prossime settimane?
E' presto per dirlo, ma di certo noi chiediamo con forza un ripensamento complessivo delle politiche di accoglienza dei migranti in questo paese. Situazioni come quelle del centro di prima accoglienza dell'isola devono essere sanate al più presto, innanzitutto per i migranti stessi, e poi anche per chi lavora con loro. Quello è un posto dove le persone devono restare per qualche ora, al massimo uno o due giorni, non per settimane o mesi, come succede oggi. Senza un deciso cambio di rotta, anche a livello legislativo, la situazione sarà sempre meno gestibile.