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Guerini confermato alla presidenza di Federsolidarietà Confcooperative

19 Giugno Giu 2014 1641 19 giugno 2014

Continuerà a guidare la realtà che raccoglie 6.050 cooperative, 225mila persone occupate, oltre 220mila soci e 6,3 miliardi di euro di fatturato

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Continuerà a guidare la realtà che raccoglie 6.050 cooperative, 225mila persone occupate, oltre 220mila soci e 6,3 miliardi di euro di fatturato

Giuseppe Guerini, è stato riconfermato alla presidenza di Federsolidarietà - Confcooperative: 6.050 cooperative, 225mila persone occupate, oltre 220mila soci e 6,3 miliardi di euro di fatturato. La riconferma è arrivata al termine di “innovatori di territorio”: la due giorni di lavori e dibattito su welfare, territorio, servizi alla persona. L’assemblea, ha visto, tra gli altri, la partecipazione di Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il parlamento che è intervenuta sulla Riforma del Terzo Settore, di cui Renzi ha annunciato le linee guida in attesa delle prossime misure previste per il 27 giugno.

«Sulla riforma del terzo settore – Guerini dice – abbiamo avanzato al governo molte proposte concrete e tante a costo zero. Il campo di gioco del sistema di cooperative sociali, imprese sociali sono i bisogni delle comunità, che riusciamo a intercettare perché siamo radicati sul territorio. Per questo riteniamo che si possa realizzare un piano industriale dei beni comuni che consenta alle forme d’impresa sociale di gestire, insieme al welfare, beni pubblici, risorse naturali abbandonate. Siamo al lavoro per offrire sistemi innovativi che rispondano da subito alle esigenze colletive».

Il ministro Poletti ha evidenziato la necessità di «semplificare l’impianto di norme e regole del paese», mentre il ministro Boschi ha detto che «la riforma del terzo settore é il tassello di un mosaico più ampio, nel quale rientra un diverso rapporto tra Stato e Regioni e un nuovo Senato. Vogliamo costruire insieme un paese diverso. Riteniamo importante l'apporto dei corpi intermedi di cui apprezziamo la rappresentanza quando è viva e reale non quando diventa burocratizzazione o autoreferenzialità fine a se stessa. Bene il protagonismo dei cittadini e della cooperazione sociale. La cooperazione può essere protagonista nella riforma per anticipare il futuro creare una società responsabile».

Il ministro Boschi ha fatto riferimento alle cooperative che deviano dal loro percorso «dobbiamo separare il grano dall'olio, dividere chi opera bene da chi opera male. Le cooperative nella relatà sono e fanno altre cose». Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative gli ha fatto eco «le cooperative che operano in modo distorsivo non sono cooperative e non le rappresentiamo. Creano danni economici e danni di immagine».