Beni pubblici

Sblocca Italia: grazie a Cittadinanzattiva i cittadini saranno più protagonisti

7 Ottobre Ott 2014 1316 07 ottobre 2014

Un ruolo decisivo dei privati il cui intervento sarà qualificato anche nel riuso e nel recupero dei beni immobili e delle aree inutilizzate. Questo, in estrema sintesi, il contenuto dei due emendamenti elaborati da Cittadinanzattiva allo “Sblocca Italia”, in particolare agli articoli 24 e 26. Ora appoggiamoli

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Un ruolo decisivo dei privati il cui intervento sarà qualificato anche nel riuso e nel recupero dei beni immobili e delle aree inutilizzate. Questo, in estrema sintesi, il contenuto dei due emendamenti elaborati da Cittadinanzattiva allo “Sblocca Italia”, in particolare agli articoli 24 e 26. Ora appoggiamoli

Correva l’anno 1999 quando Cittadinanzattiva lanciò la campagna “Imputati per eccesso di cittadinanza”. Ridipingere le strisce pedonali, ripulire la scuola del proprio figlio, restituire alla sua bellezza un parco pubblico, patrocinare come avvocato in maniera gratuita la causa di un cittadino indigente poteva costare a quell’epoca una multa, una denuncia, la radiazione dal proprio ordine professionale: la campagna voleva evidenziare questo paradosso e rivendicare un ruolo riconosciuto per i cittadini attivi.

Nel 2001, con l’approvazione definitiva dell’articolo 118 u.c. contenuto nel Titolo V della Costituzione, la campagna Imputati raggiunse il suo obiettivo: quello di prevedere l’obbligo per le istituzioni di non ostacolare, anzi di favorire l’autonoma iniziativa civica volta all’interesse generale.

Un impegno che l'associazione continua a perseguire. In particolare sul fronte della Pubblica Amministrazione. Sul modo cioè in cui le amministrazioni, centrale e territoriali, sono disposte a interagire con i cittadini, singoli e associati, quando il tema è la cura dei beni comuni: anche in questo caso l’orizzonte nel quale sembrano favoriti i cittadini attivi è un orizzonte un po’ troppo limitato e circoscritto.

Per questo Cittadinanzattiva ha voluto interventire e proporre due emendamenti, agli articoli 24 e 26, allo "Sblocca Italia”. Lo scopo è semplice: riconoscere un ruolo più ampio ai cittadini, qualificando il loro intervento anche nel riuso e nel recupero dei beni immobili e delle aree inutilizzate.

«Siamo davvero soddisfatti per questo risultato, e ringraziamo tutti i Deputati che hanno voluto sostenere, con la loro sottoscrizione, gli emendamenti da noi proposti il cui obiettivo è ampliare il ruolo dei cittadini rispetto alla cura e tutela dei beni comuni, come previsto dall’ultimo comma dell’articolo 118 della Costituzione», ha dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. «In particolare, un ringraziamento sentito va da parte della nostra organizzazione ai firmatari Realacci, Mariani e Miotto del PD e a Zolezzi del Movimento 5 Stelle. Siamo soddisfatti, ma questo è solo un primo passo. In queste ore daremo vita ad una serie di azioni con cui chiederemo a tutti i parlamentari di sostenere questi emendamenti perché diventino Legge dello Stato. Chiediamo a Matteo Renzi che il Governo faccia proprie queste proposte, perché attraverso una assunzione di responsabilità i cittadini possano contribuire a far ripartire il nostro Paese con un ruolo attivo nella cura dei beni comuni. Ci attiveremo inoltre, insieme ad altre organizzazioni civiche e a tutti coloro che, riconoscendosi in quanto da noi proposto, vorranno affiancarci, anche con un semplice tweet, con l’hashtag #ripartiamodaicittadini».

Ecco in sintesi gli emendamenti proposti (in allegato il documento presentato con il testo integrale degli emendamenti)
ARTICOLO 24
Le proposte di emendamento all’art. 24 dell’A.C. 2629 “Conversione in legge del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, recante misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idro-geologico e per la ripresa delle attività produttive” intendono richiamare, in maniera fedele rispetto all’attuale formulazione, il dettato dell’articolo sopra citato, rendendo più stringente per le amministrazioni comunali la necessità di definire criteri e condizioni atti non a regolamentare, ma a favorire l’iniziativa civica. Al contempo, per evitare di prevedere per i cittadini che scelgano di attivarsi funzioni eccessivamente circoscritte o residuali rispetto alle possibilità offerte dal principio di sussidiarietà richiamato nella Costituzione, limitate nell’attuale formulazione dell’art. 24 alle aree di “la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade”, si propone di ampliare le fattispecie previste all’ambito del recupero e del riuso di beni immobili e aree inutilizzati. Si specifica attraverso l’emendamento proposto che tali recupero e riuso debbano essere finalizzati, in totale sintonia col dettato costituzionale, a finalità di interesse generale, intese quali cura e salvaguardia dei beni comuni e tutela dei diritti, in particolare dei soggetti più deboli.

ARTICOLO 26
Con la stessa logica che ispira le proposte di emendamento all’art. 24 dell’A.C. 2629 e in organico collegamento con quell’ipotesi emendativa di ampliare gli ambiti dell’azione civica al recupero e al riuso dei beni immobili inutilizzati, si avanza una proposta di emendamento relativa all’articolo 26, “Misure urgenti per la valorizzazione degli immobili demaniali inutilizzati”. Ferma restando la competenza esclusiva dei Comuni a presentare progetti di recupero degli immobili anche attraverso il cambio di destinazione d’uso al Ministero titolare del bene, la proposta emendativa prevede per l’amministrazione comunale, al fine di favorire l’iniziativa civica, la possibilità di recepire progetti di interesse generale provenienti direttamente dai cittadini e, in ogni caso, la necessità di promuovere percorsi di progettazione partecipata che consentano di destinare l’immobile inutilizzato alla funzione più confacente ai bisogni reali della popolazione e alla salvaguardia dei beni comuni.