Accordi

Bioraffineria integrata nel territorio: bioplastica dai cardi

23 Gennaio Gen 2015 1241 23 gennaio 2015

Siglato un accordo tra Novamont, Coldiretti e Consorzi Agrari d'Italia che sostiene lo sviluppo di filiere corte agroindustriali per bioprodotti. Si parte con il cardo in Sardegna da cui saranno prodotte bioplastiche e biolubrificanti nel rispetto del territorio

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Siglato un accordo tra Novamont, Coldiretti e Consorzi Agrari d'Italia che sostiene lo sviluppo di filiere corte agroindustriali per bioprodotti. Si parte con il cardo in Sardegna da cui saranno prodotte bioplastiche e biolubrificanti nel rispetto del territorio

Diffondere la coltivazione del cardo attivando una filiera agricola rispettosa del territorio che valorizzi le aree abbandonate e così favorire un’agroindustria innovativa per la realizzazione di bioplastiche e biolubrificanti. Sono queste le finalità dell’accordo siglato da Catia Bastioli, Ad di Novamont e di Matrìca (joint venture paritetica tra Novamont e Versalis), Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti e Mauro Tonello presidente di Cai (Consorzi agrari d’Italia).

Area di partenza la Sardegna per cui l’accordo prevede: “L’attivazione di una filiera agricola rispettosa del territorio, che valorizzi aree abbandonate non irrigue per alimentare il primo modello di bioraffineria integrata nel territorio, sinergica con la filiera alimentare e rivolta a prodotti ad alto valore aggiunto, capaci di ridurre e sostituire materie prime più impattanti provenienti da lontano”.
In particolare l’accordo fa riferimento alla diffusione tra gli agricoltori della Coldiretti del cardo, coltura a basso input che ha dimostrato di crescere su terreni aridi e poco adatti a colture tradizionali, non consumando acqua, generando farine proteiche per l’alimentazione animale e altre materie prime per la produzione di prodotti a basso impatto ambientale, creando una forte sinergia con la bioraffineria Matrìca di Porto Torres, in Sardegna.

Si tratta di impianti nati da una tecnologia sviluppata da Novamont dove, partendo dall’utilizzo di materie prime agricole e di scarti vegetali, si produce una gamma di prodotti chimici (biochemicals, biointermedi, monomeri per la produzione di bioplastiche, basi per biolubrificanti e bioadditivi per gomme) attraverso processi assolutamente innovativi e a basso impatto.
«Non basta infatti sviluppare tecnologie innovative e realizzare impianti da imporre ai territori per uscire dalla crisi ma occorre un nuovo modello di sviluppo territoriale che parta da progetti condivisi che siano in grado di mettere in pratica il concetto di economia circolare e di innovazione continua, dando la possibilità di contribuire a chi ha idee e buona volontà, creando un clima di collaborazione e rispetto tra gli interlocutori senza il quale nessuna solida costruzione sarà possibile. L’intesa con Coldiretti e Consorzi Agrari d’Italia (Cai) è un passo importante in questa direzione», ha commentato Catia Bastioli.

Per il presidente di Coldiretti quella che nasce è «una collaborazione che offre una nuova opportunità di reddito per gli agricoltori che operano anche nei terreni più difficili con l’introduzione di una coltura che consente di ridurre la dipendenza dall’estero delle proteine vegetali destinate all’alimentazione animale e nello stesso tempo di ottenere prodotti innovativi a basso impatto ambientale, che confermano la grandi potenzialità creative del nostro Paese». Un altro aspetto da sottolineare per Moncalvo è «la diffusione di tecnologie rispettose del territorio che ne valorizzano le caratteristiche distintive e le potenzialità è la vera strada da seguire per garantire uno sviluppo sostenibile al Paese».

In base ai termini dell’accordo:
1. sarà promossa tramite la società Filiera Agricola Italiana (F.A.I), la coltura del cardo in Sardegna e la sua valorizzazione agro ambientale attraverso contratti di filiera che prevedano, tra l’altro, l’anticipo delle spese colturali per i primi due anni e un reddito garantito all’agricoltore;

2. si procederà allo studio e alla realizzazione della gestione degli ammassi del prodotto post-raccolta e dell’utilizzo della rete dei consorzi riuniti in CAI per la vendita dei prodotti derivanti dalla trasformazione industriale;

3. si darà avvio allo sviluppo di progetti di ricerca attraverso il nuovo strumento del Pei (Partenariato europeo innovazione) nello sviluppo rurale in collaborazione con gli stakeholder rilevanti della filiera;

4. saranno sostenute le bioplastiche da filiere integrate con più del 50% di rinnovabilità promuovendo il riuso di shopper biodegradabili nella raccolta differenziata del rifiuto organico, l’uso del compost in agricoltura per contrastare fenomeni di desertificazione e l’utilizzo dei teli per la pacciamatura agricola.