Francia

Le modelle troppo magre potrebbero diventare illegali

17 Marzo Mar 2015 1627 17 marzo 2015

Vietare l’impiego di modelle sottopeso e rendere illegale la diffusione di immagini che glorificano l’anoressia, è la proposta di un deputato francese che dovrebbe rientrare nel progetto di legge che verrà discusso in parlamento il prossimo settembre

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Moda
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Vietare l’impiego di modelle sottopeso e rendere illegale la diffusione di immagini che glorificano l’anoressia, è la proposta di un deputato francese che dovrebbe rientrare nel progetto di legge che verrà discusso in parlamento il prossimo settembre

Impiegare modelle anoressiche nella pubblicità e sulle passerelle potrebbe diventare presto illegale in Francia, dove due emendamenti di una proposta di legge che verrà discussa il prossimo settembre, dovrebbe scoraggiare la rappresentazione in termini positivi della magrezza eccessiva.

Un passo importante per la Francia, dove si calcola che siano circa 40 mila le persone che soffrono di anoressia, le donne il 90%, ma anche per il mondo della pubblicità e per quello della moda, per cui Parigi rappresenta uno dei centri nevralgici.

Avanzata dal deputato socialista Olivier Veran, la proposta, se accettata, dovrebbe entrare a far parte del progetto di legge Marisol Touraine che verrà presentato in parlamento il prossimo settembre. E, se accettato, il divieto obbligherebbe le agenzie a fornire certificati medici per dimostrare che l’indice di massa corporea delle modelle impiegate è adeguato. Oltre ad impedire l’impiego di chi è troppo magro, la proposta di legge prevede inoltre pene severe per chi cerca di glorificare la magrezza eccessiva, giornali e, soprattutto, siti web in cui l’anoressia viene rappresentata in termini positivi, potrebbe costare fino a 10 mila euro di multa e un anno di prigione.

La proposta di Veran dovrebbe seguire l’esempio di Spagna e Israele, dove l’impiego di modelle sottopeso è stato vietato rispettivamente nel 2007 e nel 2013. In Francia una proposta di legge simile era stata presentata nel 2008, ma non era riuscita a raggiungere il voto in parlamento.

Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

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