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Costalli: «No categorico allo snaturamento del matrimonio»

27 Marzo Mar 2015 1504 27 marzo 2015

Secondo il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, l'opposizione al DDL Cirinnà, che equipara le unioni omosessuali al matrimonio, deve essere durissima e intransigente.

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Carlo Costalli
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Secondo il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, l'opposizione al DDL Cirinnà, che equipara le unioni omosessuali al matrimonio, deve essere durissima e intransigente.

«Sono radicalmente contrario allo snaturamento dell’istituto matrimoniale, così come sono contrario a qualsiasi pratica che abbia come vittime i soggetti più deboli: i bambini e le donne. I figli non si pagano e gli uteri non si affittano», è quanto ha affermato Carlo Costalli (nella foto), presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, commentando l’approvazione del DDL Cirinnà in Commissione Giustizia del Senato.
«Si vogliono equiparare le unioni gay al matrimonio, consentendo anche di accedere a meccanismi di filiazione innaturale, legittimando il ricorso all’utero in affitto», ha precisato ancora Costalli.

Per il presidente del MCL «l’opposizione a questa ulteriore forzatura operata da una lobby faziosa - con una maggioranza fittizia e improvvisata - che vorrebbe minare la nostra società scardinandone i valori fondamentali, che ne costituiscono l’asse portante, deve essere durissima e intransigente: come indica Papa Francesco, dobbiamo resistere all’ideologia del gender che egli stesso ha definito "un errore della mente umana"».

«Le priorità che il Parlamento dovrebbe darsi sono ben altre: i bisogni concreti delle famiglie ‘vere’ che fanno fatica ad arrivare a fine mese - anche per una tassazione fuori controllo - e, con fatica, crescono i propri figli, magari prendendosi cura pure di anziani non autosufficienti”, ha concluso Costalli.

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