SIMON MAINA:AFP:Getty Images Neonato
Storie

Marie ha avuto la sua bambina grazie a scienza e solidarietà

14 Luglio Lug 2015 1752 14 luglio 2015
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All'Ismett di Palermo utilizzato per la prima volta in Italia l’Ecmo (una macchina cuore polmone) con un approccio preventivo. Questo ha consentito a una donna affetta da una gravissima forma di ipertensione polmonare di dare alla luce la sua bambina

Ci sono storie che all’apparenza non sembrano destinate a un lieto fine. Accade invece che il concorrere di tanti renda positiva una vicenda che rischiava di non esserlo. È questo il caso della storia di Marie (il nome è di fantasia), una giovane donna di 31 anni della Costa d’Avorio e rifugiata in Italia per ragioni umanitarie. All’inizio della gravidanza a Marie, che vive in Sicilia, viene diagnosticata un’ipertensione polmonare severa.

Indirizzata al Centro di riferimento regionale per l’ipertensione polmonare Ismett (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) di Palermo. Marie viene informata dagli pneumologi dei gravi rischi cui va incontro: la sua è una patologia rara che ha un rischio di mortalità materna durante il parto superiore al 60 per cento.
Nonostante il rischio Marie ha scelto di proseguire la gravidanza e per tutta la gestazione è stata seguita dal team pneumo-cardiologico dell’Ismett coordinato dal dottor Patrizio Vituolo.

Alla 33esima settima di gravidanza il parto è stato possibile solo grazie all’utilizzo dell’Ecmo (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation) veno-arterioso, una macchina cuore-polmone che consente di ossigenare il sangue, rimuovere l’anidride carbonica e fungere da pompa cardiaca in sostituzione del cuore. Una tecnica molto avanza e complessa.

Il 18 giugno scorso per il parto di Marie per la prima volta in Italia la macchina cuore- polmone è stata impiantata da un team di cardiochirurghi e anestesisti rianimatori appena prima del parto cesareo programmato, quando la paziente era ancora sveglia. A eseguire il cesareo in Ismett i ginecologi dell’Ospedale Civico di Palermo. Sei le équipe di specialisti coinvolte: pneumologi, cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti di Ismett oltre a ostetrici e neonatologi dell’ospedale civico di Palermo.

La bambina al momento del parto era in buona salute e affidata alle cure della Neonatologia del Civico, dove è ancora ricoverata a scopo prudenziale. A 24 ore dal parto l’Ecmo è stato rimosso dalla giovane mamma che sta bene e che a giorni sarà dimessa.

Ma la storia di Marie non è un lieto fine solo sanitario, è stato anche un momento di grande solidarietà. Attorno alla sua vicenda si è attivato un circuito solidale: per tutta la durata della gravidanza Marie è stata ospite dell’associazione Casa dei Giovani, inserita nel contesto del Progetto Maddalena della Diocesi di Palermo. Il corredino della piccola e tutto il necessario per il ritorno a casa di mamma e bimba è stato donato dall’associazione, anche grazie alla Caritas di Bagheria.

In apertura foto di SIMON MAINA/AFP/Getty Images

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