Matteo Renzi
Riforma Terzo settore

Caro Renzi abbiamo bisogno della Riforma, torna a parlarne

18 Agosto Ago 2015 1116 18 agosto 2015
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Il presidente di un'impresa sociale di proprietà dei Frati Minori Cappuccini realizzata senza il concorso di fondi pubblici, che dà lavoro a circa 70 persone (quasi tutte donne) ed offre servizi no profit a circa 115 anziani ci scrive e scrive a Matteo Renzi: “abbiamo assoluto bisogno che la Riforma vada in porto al più presto possibile. Adesso”

Gent.mo Direttore,

ho letto con molto interesse le Sue prese di posizione sui ritardi accumulati al Senato nell’approvazione delle legge delega per la Riforma del Terzo Settore, a seguito dei continui rinvii al Senato (qui l'editoriale di Bonacina) e mi trovo pienamente d’accordo con Lei.

La “Francesco e Chiara”-Impresa Sociale Srl che ho l’onore di dirigere è nata negli anni novanta quando non esistevano le attuali normative ( art.118 Costituz- D.Lgs. 155/2006) e si fonda sui principi previsti dall’art. 6 della Riforma in esame. Il nostro progetto si è basato, oltre che sul buon senso, su diverse esperienze europee per quanto concerne in particolare la cosiddetta “co-produzione” dei servizi alla persona, introdotta nel dibattito accademico dal Prof. Zamagni.

Abbiamo assoluto bisogno che la Riforma vada avanti in fretta! Le mando per conoscenza la lettera che ho trasmesso a Matteo Renzi. Servirà a poco ma è pur sempre una testimonianza di chi lavora in concreto per il bene comune, come si può desumere, per maggiori informazioni, dal nostro sito www.francescoechiara.it.

Complimenti per la rivista a cui siamo abbonati e grazie per la Sua attenzione.

Rino Bellori

Caro Matteo,

sono un Tuo sostenitore (della prima ora) molto deluso per i ritardi che si stanno accumulando nell’approvazione della riforma del terzo settore. Sono l’amministratore unico della “Francesco e Chiara”- Impresa Sociale Srl che gestisce a Pavullo nel Frignano l’omonimo Centro Servizi per la Terza Età, una struttura di proprietà dei Frati Minori Cappuccini realizzata senza il concorso di fondi pubblici, che dà lavoro a circa 70 persone (quasi tutte donne) ed offre servizi no profit a circa 115 anziani, suddivisi tra Casa Protetta, Centro Diurno ed Alloggi con Servizi con ingresso indipendente ma collegati con la struttura.

La nostra realtà avviata negli anni novanta, possiamo dirlo, ha anticipato molti contenuti della bozza di riforma all’esame del Parlamento ed è in linea con i concetti della cosiddetta “co-produzione” dei servizi alla persona, tema portato avanti sia dall’Università di Bologna (Zamagni-Le Giornate di Bertinoro) sia dall’Università di Trento (Borzaga).

Ho intrattenuto su questi argomenti vari contatti con il Sottosegretario Luigi Bobba e l’on.le Edoardo Patriarca, anche perché rappresentiamo una esperienza concreta di Impresa Sociale che viene delineata con la riforma.

I problemi tuttavia non mancano ed abbiamo assoluto bisogno che la Riforma vada in porto al più presto possibile. Adesso, per usare un tuo slogan.

Avevi preso un preciso impegno in tal senso, per cui mi auguro che Tu riesca a recuperare il tempo perduto al Senato. Qualche limatura ci può stare, ma ripartire quasi da zero ci preoccupa molto.

Ti ringrazio per l’attenzione.

Rino Bellori

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