Volontariato

Ancescao: «Sì alla sussidiarietà, non alla subordinazione»

21 Settembre Set 2015 1438 21 settembre 2015

Concluse a Roma con un convegno le celebrazioni per il XXV dell'Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti. L'assemblea lancia un appello alle amministrazioni locali che hanno cancellato ogni forma di sostegno e auspica che la Riforma del Terzo Settore presti più attenzione alle associazioni di promozione sociale

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Ancescao Gruppo Orti
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Concluse a Roma con un convegno le celebrazioni per il XXV dell'Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti. L'assemblea lancia un appello alle amministrazioni locali che hanno cancellato ogni forma di sostegno e auspica che la Riforma del Terzo Settore presti più attenzione alle associazioni di promozione sociale

Si è tenuto oggi a Roma nella Protomoteca in Campidoglio il convegno “Ancescao si apre al futuro -Rinnovando un’associazione democratica, socializzando competenze e impegni per una Europa di Comunità” a chiusura delle manifestazioni organizzate per il XXV della nascita dell'Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti. Una realtà che conta 1.447 Associazioni di Promozione Sociale su tutto il territorio nazionale e 400.000 aderenti che quotidianamente operano nel sociale.

«I nostri Centri Sociali da oltre 25 anni creano e rafforzano legami e tessuto sociale, senza chiedere nulla, ma oggi è arrivato il momento di dire Basta! E anche: sì alla sussidiarietà, no alla subordinazione». Cosi si è espresso Esarmo Righini, presidente dell'associazione. «Da un lato infatti le amministrazioni locali chiedono ai nostri centri di incentivare i servizi che offriamo ai cittadini, alle comunità, ai più deboli ma dall’altro diminuiscono o persino cancellano ogni forma di sostegno, dagli spazi forniti in comodato alle utenze a tariffe facilitate. Cene sociali e manifestazioni pubbliche sono le nostre uniche forme di sostentamento e non è possibile siano tassate come gli Enti profit» ha evidenziato Righini.

Abbiamo sperato che la riforma del Terzo Settore prendesse in considerazione queste e le molte altre problematiche che ci coinvolgono, anche alla luce dei nuovi e veloci cambiamenti, ma siamo stati tagliati fuori da ogni discussione. Il testo licenziato dalla Camera è totalmente incentrato sull’Impresa sociale e non considera le associazioni di promozione sociale, riducendole ad un mero enunciato; eppure esse sono, nell’ambito del Terzo Settore, le formazioni più numerose!», ha concluso.

Importanti le parole di Francesca Danese, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma: «Vi ringrazio per quanto fate e auspico ancor più partecipazione attiva: insieme dobbiamo metterci in gioco! Nel futuro di questa città vedo meno case di riposo e più sperimentazioni di modelli di cohousing sociale, il recupero del tessuto sociale, del dialogo tra età diverse, nuove socialità : perché legalità e giustizia sociale si fanno insieme!».

Al Convegno, coordinato da Riccardo Bonacina, hanno preso parte il Professor Giuseppe De Rita, Presidente del Censis che ha fornito un’utile “fotografia” del Terzo Settore oggi, e Gino Mazzoli, esperto di welfare e di processi partecipativi, Consulente della Regione Emilia Romagna per Officina del Welfare che ha detto: «ANCeSCAO si trova in una posizione strategica per allestire legami sociali; siamo consapevoli che oggi ci siano “nuovi anziani” che dobbiamo avere la capacità di integrare, penso ad esempio agli stranieri, e con loro dobbiamo recuperare il gusto e il senso dello “star bene insieme».

Significativa la presenza di Marian Sedmak, presidente di Age Platform Europe, il coordinamento europeo di oltre 160 associazioni per una rete di oltre 40 milioni di anziani in tutta Europa, perché con lui ANCeSCAO intende operare per rafforzare i rapporti ed i contatti nel contesto europeo e verificare insieme se esistano le possibilità di fare accordi anche transnazionali avviando incontri diretti.

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