Borse di studio

Ventimila euro per gli orfani della crisi, ma nessuno li vuole

29 Settembre Set 2015 1228 29 settembre 2015

Il Modavi mette a disposizione 8 assegni da 2500 euro l'uno per i figli di suicidi per motivi economici, ma da aprile a oggi ha ricevuto solo due richieste. «Le associazioni di categoria non collaborano, le famiglie si vergognano. A chi diamo questi soldi?» Per candidarsi c'è tempo fino a fine ottobre

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Studenti Stranieri
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Il Modavi mette a disposizione 8 assegni da 2500 euro l'uno per i figli di suicidi per motivi economici, ma da aprile a oggi ha ricevuto solo due richieste. «Le associazioni di categoria non collaborano, le famiglie si vergognano. A chi diamo questi soldi?» Per candidarsi c'è tempo fino a fine ottobre

Otto borse di studio da 2500 euro l'una, destinate ai cosiddetti orfani della crisi, ovvero i figli di persone che si sono suicidate per motivi economici. Li mette a disposizione il Modavi, eppure nessuno li vuole. O meglio, da quando l'iniziativa è stata presentata, lo scorso aprile alla Camera dei Deputati, sono pervenute solo due domande all'organizzazione, che infatti si appresta a spostare i termini di scadenza del bando dal 30 settembre al 31 ottobre.

«Siamo stati costretti a prendere questa decisione perchè il fondo di 20mila euro che abbiamo a disposizione è vincolato a questo scopo», spiega il portavoce del Modavi Daniele Basili. La somma, donata dal gruppo parlamentare Alternativa Libera, costituita da ex appartenenti al Movimento 5 Stelle, sarà inoltre rimpinguata dai proventi della vendita del libro “Inno alla vita. In memoria dei suicidi di Stato” di Loris Facchinetti e Girolamo Melis ed è destinata a tutti gli studenti italiani, figli di genitori suicidi a causa della crisi economica, di età non superiore ai 28 anni, che - recita il bando - «intendano intraprendere o abbiano intrapreso un percorso di studi nell’ambito di Università, istituti di alta formazione artistica e musicale, istituti superiori di grado universitario».

Peccato che a oggi, nonostante siano passati più o meno sei mesi dalla presentazione e quattro dall'apertura delle candidature, a inizio giugno, nessuno si è fatto avanti. «Siamo delusi perchè nè gli organi di stampa, nè le associazioni di categoria degli imprenditori e degli artigiani a cui ci siamo rivolti hanno dato rilevanza alla nostra iniziativa», continua Basili. «Da parte delle famiglie coinvolte credo ci sia imbarazzo se non vergogna a mettere in piazza la loro tragedia, ma possiamo assicurare che l'assegnazione delle borse di studio, una volta verificati i requisiti richiesti, avverrà nella più totale discrezione e rispetto della privacy. A noi interessa solo aiutare chi è stato colpito da questi tragici eventi e ha bisogno di un sostegno per completare gli studi». Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito del Modavi.

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