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Azzardo, sono 12.376 i ludopatici in cura. Ma sui fondi è nebbia fitta

14 Ottobre Ott 2015 1819 14 ottobre 2015

Per la prima volta il ministero rivela a Vita.it il dato sulle persone prese in carico. Il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin però non conosce le linee di finanziamento regionali. In queste condizioni come è possibile predisporre una politica coordinata e coerente con i bisogni?

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Beatrice Lorenzin
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Per la prima volta il ministero rivela a Vita.it il dato sulle persone prese in carico. Il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin però non conosce le linee di finanziamento regionali. In queste condizioni come è possibile predisporre una politica coordinata e coerente con i bisogni?

In Italia i pazienti affetti da disturbo da gioco d’azzardo in trattamento sono 12.376. Il dato è aggiornato al giugno scorso ed è stato per la prima volta fornito a Vita.it dal ministero della Salute. Sino ad ora erano note (alcune) cifre a livello regionale. I giocatori presi in carico (con patologia certificata) sono quindi molti di meno di quelli (ma qui si tratta di stime) considerati “problematici” che in Italia sarebbero circa 800mila.

Ma quando un giocatore viene considerato “patologico” (Gap)? Se il soggetto presenta almeno cinque di questi sintomi, viene diagnosticato un quadro di Gioco d'Azzardo Patologico (DSM-IV, 1994).

  • È eccessivamente assorbito dal gioco d'azzardo (per esempio, il soggetto è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a valutare o pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare i modi per procurarsi denaro con cui giocare)
  • Ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato
  • Ha ripetutamente tentato di ridurre, controllare o interrompere il gioco d'azzardo, ma senza successo
  • È irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo
  • Gioca d'azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione)
  • Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (rincorrendo le proprie perdite)
  • Mente ai membri della propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l'entità del proprio coinvolgimento nel gioco d'azzardo
  • Ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d'azzardo
  • Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d'azzardo

Messo un faro sull’entità del fenomeno patologico, ora servirebbe accendere le luci sulla strumentazione per contrastarlo e limitarlo. Per farlo però occorerebbe avere un quadro chiaro delle risorse in campo e dell’efficacia (o meno) degli interventi proposti fino ad oggi. Su questo punto però la nebbia è fitta.

Per ora quello che si sa è che legge di stabilità 2014 ha stanziato un fondo di 50 milioni di euro per la cura e il contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, di cui un milione di euro è destinato alla sperimentazione di modalità di controllo dei soggetti a rischio di patologia, mediante l’adozione di un software (leggi qui la polemica con l’onorevole Paola Binetti). Quali siano le ricadute pratiche di quel finanziamento ad oggi non è dato sapersi. Come poco o nulla dopo 5 anni si conosce degli esiti effettivi di contenimento del fenomeno del gioco patologico di un altro finanziamento governativo, quello da 200mila euro con cui nel 2008 il ministero della Salute ha finanziato attraverso il Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (CCM) il progetto “Dipendenze Comportamentali/Gioco d’azzardo patologico: progetto sperimentale nazionale di sorveglianza e coordinamento/monitoraggio degli interventi” coordinato dalla Regione Piemonte e conclusosi nel novembre 2010.

Attualmente, sempre nell’ambito del programma CCM (per l’anno 2014) se il Ministero della Salute ha finanziato con un fondo di 100 mila euro il Progetto “Sistema di Sorveglianza Nazionale sul Disturbo da Gioco d’azzardo” di cui l’Istituto Superiore di Sanità è il coordinatore. Quali i risultati attesi? Che tipo di impatto sta avendo questa iniziativa?

Ma anche a livello di finanziamenti la vera partita si gioca a livello regionale. Lo scorso luglio, solo per citare il caso della Lombardia, il Pirellone ha stanziato tre milioni di euro per finanziare 68 progetti 'no slot' sul territorio lombardo. Verrebbe da chiedersi allora a quanto ammonti il budget complessivo che le Regioni investono contro l’azzardo, in modo da coordinare in modo coerente gli interventi regionali e fra e con quelli governativi. Abbiamo girato la domanda al ministero della Salute. Questa la risposta: « Il Ministero della Salute non dispone di dati rispetto alle risorse utilizzate dalle singole Regioni per il contrasto al gioco d’azzardo». Aggiungete che all’interno dei bilanci delle Asl è praticamente impossibile distinguere con nitidezza quanto vada alla lotta contro l’azzardo e il quadro è completo.

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