I numeri

Servizio civile, il Sud fa la parte del leone

3 Novembre Nov 2015 1313 03 novembre 2015

Presentata la relazione al Parlamento: quasi un volontario su due arriva dalle regioni del Meridione. Il sottosegretario Bobba: «Con la riforma del Terzo settore questo strumento diventerà realmente universale, cioè aperto a tutti i giovani che desiderano fare questa esperienza»

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Servizio Civile 1
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Presentata la relazione al Parlamento: quasi un volontario su due arriva dalle regioni del Meridione. Il sottosegretario Bobba: «Con la riforma del Terzo settore questo strumento diventerà realmente universale, cioè aperto a tutti i giovani che desiderano fare questa esperienza»

Negli scorsi giorni il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti ha presentato al Parlamento la "Relazione sull'organizzazione, sulla gestione e sullo svolgimento del servizio civile nell'anno 2014".

La relazione, curata dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, traccia il bilancio del lavoro svolto, illustra le diverse questioni trattate dal Dipartimento nel corso del 2014 e fa il punto sullo stato di attuazione del Servizio Civile Nazionale.

In estrema sintesi, i volontari avviati al Servizio civile nazionale sono stati 15.114, di cui 14.637 in Italia e 477 all’estero; sono i giovani che hanno partecipato all’unico bando ordinario di selezione dell’anno 2013.

La ripartizione sul territorio dei volontari ha visto una prevalenza del Sud (44,72%), a seguire Nord (32,11%) e Centro (23,17%). Nei settori di intervento dei progetti finanziati, spicca quello dell’Assistenza (47,19%) seguita dall’Educazione e promozione culturale (35,05%); con valori più bassi il settore della Tutela del patrimonio artistico e culturale (7,80%), Ambiente (6,47%) e Protezione civile (3,49%).

Relativamente ai bandi per la selezione dei volontari pubblicati nel 2014 - bando speciale autofinanziato, nel mese di ottobre per complessivi n. 1.304 posti e bando di Garanzia Giovani per complessivi 5.504 posti nel mese di dicembre - i giovani sono stati avviati a partire dai primi mesi del 2015.

«Le deleghe che mi sono state assegnate, le politiche giovanili e il servizio civile nazionale, nel corso dell’anno sono state gestite in linea con quanto mi ero prefissato all’inizio del percorso, puntando alla creazione e valorizzazione di nuove opportunità da poter offrire ai giovani del nostro Paese», ha fatto sapere il sottosegretario Luigi Bobba nell'introduzioine alla Relazione.

«Già nel corso del 2014 l’impegno profuso ha iniziato a produrre risultati concreti, sono state reperite risorse che consentiranno a circa 50.000 giovani di poter partecipare all’esperienza di servizio civile nazionale, anche attraverso il programma Garanzia giovani che è rivolto in particolare a ragazze e ragazzi in condizioni più disagiate rispetto a loro coetanei.

Quando la legge delega per la Riforma del Terzo settore - che ricomprende la disciplina del Servizio Civile Universale - sarà approvata, potremo con i successivi decreti legislativi conseguire finalmente l’obiettivo di avere un servizio civile universale, cioè aperto a tutti i giovani che desiderano fare questa esperienza.

La possibilità di impegnarsi sui territori mediante l’attuazione di progetti che rispondano ai bisogni reali espressi, la cura della qualità degli interventi condotti dagli enti accreditati, “l’imparare facendo”, in cui risiede l’esercizio della cittadinanza attiva, sono tutti elementi volti a rafforzare il legame tra i cittadini e le istituzioni.

Per fare questo intendiamo partire dai giovani che, anche attraverso l’impegno nel servizio civile nazionale, possono così formarsi ad una cittadinanza attiva e responsabile nonché mettersi alla prova nel creare opere di comunità e sostenere l’innovazione sociale. In conclusione, curando i beni comuni, può rinascere e rafforzarsi nei giovani il legame con il proprio Paese, con la propria Patria», ha concluso Bobba.

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