Modelli di condivisione

Sharing economy, a Milano gli stati generali

4 Novembre Nov 2015 1529 04 novembre 2015

Dal 7 al 14 novembre allo spazio Ex Ansaldo rassegna delle esperienze più innovative di economia condivisa all'interno della Collaborative Week

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Dal 7 al 14 novembre allo spazio Ex Ansaldo rassegna delle esperienze più innovative di economia condivisa all'interno della Collaborative Week

Provate a googlelate “sharing economy” sulla versione italiana del motore di ricerca più famoso nel mondo otterrete 29,6 milioni di risposte.

L’economia collaborativa in Italia ormai investe diversi ambiti (abbigliamento, abitare, alimentare, finanza, formazione, lavoro, servizio, sport, trasporto, turismo).

Secondo un’analisi di Collaboriamo.org «le piattaforme collaborative attive in Italia che mettono in contatto individui per scambiare e condividere beni, tempo e spazio al momento della ricerca sono 97 a cui bisogna aggiungere 41 servizi di crowdfunding (rilevati a maggio 2014 quindi probabilmente già cresciuti). Fra queste, ci sono 11 piattaforme straniere che operano in Italia senza avere alcun ufficio. Altre 13 start up sono in fase di lancio, cioè sono piattaforme che hanno già pubblicato una landing page o una versione del servizio in fase di test, a riprova che il modello di servizio continua ad attirare investimenti. Questo numero è probabilmente sottostimato perché le piattaforme in fase di lancio sono difficilmente rintracciabili, non promuovendosi e cercando di testare il proprio servizio con pochi membri. Tra le 97 piattaforme attive ci sono realtà molto diverse. La maggior parte dei servizi sono definibili “start up”, società di piccole dimensioni ancora in una fase iniziale in cui si cerca di rendere profittevole il proprio modello di business6; ma rientrano in queste 97 anche aziende italiane ormai consolidate come Subito, Secondamano, Kijiji, Bakeka che in realtà, senza saperlo, sono stati i precursori dell’economia collaborativa. Inoltre, fra questi servizi si possono elencare anche ex start up ora diventate multinazionali supervalutate come Airbnb, Uber, e anche Blablacar che operano in Italia con risultati sempre più soddisfacenti, ed, esperimenti promossi dalle istituzioni come Autostrada Carpooling, il carpooling di Autostrade per l’Italia attivo solo in alcune zone del nord Italia e Autoincomune, servizio di carpooling promossa dall’ANCI Toscana».

L’economia collaborativa in altre parole è diventata un modalità di vivere, di abitare, di consumare che ormai è diventato un marchio di fabbrica di questo secondo decennio del Duemila.

Dal 7 al 14 novembre le comunità e le piattaforme della sharing economiy si sono date appuntamento allo spazio Base (Ex Ansaldo di Milano). Otto giorni ricchi di appuntamenti sotto il cappello della Collaborative Week. Si parte sabato 7 con Experimentdays, la fiera «dove incontrarsi per esplorare e far nascere nuovi modi di abitare la città» per finire il week end del 13/14 con Espresso Coworking, il principale momento d’incontro nazionale per la community italiana del coworking.

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