Sanità

La Don Gnocchi cambia il contratto

11 Dicembre Dic 2015 1735 11 dicembre 2015

Grandi cambiamenti in Fondazione Don Gnocchi, che lascia il contratto collettivo nazionale della sanità privata per applicare il contratto ARIS. Una scelta per rendere i costi più compatibili con le attuali tariffe riconosciute da Regioni e Comuni per i servizi resi

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Grandi cambiamenti in Fondazione Don Gnocchi, che lascia il contratto collettivo nazionale della sanità privata per applicare il contratto ARIS. Una scelta per rendere i costi più compatibili con le attuali tariffe riconosciute da Regioni e Comuni per i servizi resi

Come annunciato nei mesi scorsi, dal 7 dicembre 2015 la Fondazione Don Gnocchi ha deciso di applicare ai propri dipendenti su tutto il territorio nazionale il contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dipendente da Residenze Sanitarie Assistenziali e Centri di Riabilitazione, sottoscritto da ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari) nel dicembre 2012 e già in vigore presso altri operatori di settore. Fino a questo momento la Fondazione Don Gnocchi applicava invece il contratto della sanità privata - ai livelli economici più elevati - che risultava eccessivamente oneroso rispetto alle tariffe riconosciute dalle Regioni e dai Comuni per i servizi sanitario-riabilitativi e socio-sanitari erogati. Nell’ambito del nuovo contratto, fa sapere la Fondazione, «a tutto il personale dipendente è stato mantenuto il livello retributivo in essere». Un cambiamento contenuto nel nuovo contratto è anche l’orario di lavoro di 38 ore su base settimanale.

Il passaggio – già auspicato dalla Fondazione nel 2013, quando la disdetta del contratto fu sospesa dinanzi all’accordo con i sindacati in base a cui gli operatori mettevano a disposizione un pacchetto di 80 ore annuali più due giorni di ferie, impegnandosi però anche ad attualizzare e/o modificare le norme contrattuali - si è reso necessario «per l’urgenza di applicare un contratto più coerente con il tipo di attività prevalentemente svolta e quindi più compatibile con le attuali tariffe riconosciute da Regioni e Comuni per i servizi sanitario-riabilitativi, socio-sanitari e socio-educativi erogati dalla Fondazione. Questo con l’obiettivo di garantire la sostenibilità economico-finanziaria dell’Ente nel tempo».

La Fondazione Don Gnocchi in un comunicato «ribadisce la propria riconoscenza agli operatori per il contributo offerto negli ultimi anni per fronteggiare la situazione di difficoltà gestionale e conferma alle organizzazioni sindacali la propria disponibilità al proseguimento del confronto».

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