Sanremo

Aldo Giovanni e Giacomo, i filantropi di Sanremo 2016

9 Febbraio Feb 2016 2250 09 febbraio 2016

Il trio festeggia a Sanremo i 25 anni di carriera e devolverà il cachet a quattro realtà: La grande casa onlus, Associazione Porto Franco, AMMF Associazione Modenese per le Malattie del Fegato, In punta di piedi associazione di volontariato.

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Il trio festeggia a Sanremo i 25 anni di carriera e devolverà il cachet a quattro realtà: La grande casa onlus, Associazione Porto Franco, AMMF Associazione Modenese per le Malattie del Fegato, In punta di piedi associazione di volontariato.

Nel 2011 Roberto Benigni entro all’Ariston a cavallo e annunciò di voler devolvere i 250mila euro del suo cachet sanremese all’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Nel 2012 a tener banco fu Celentano: quante sere farà, cosa dirà, quanto prenderà. Celentano fece la sua comparsa sul palco dell’Ariston sotto le bombe, avendo preventivamente dichiarato che il suo intero cachet sarebbe stato devoluto in beneficenza: dei 700mila euro incassati, 200mila andarono ad Emergency, 500mila a 25 famiglie povere, indicate dai sindaci di Milano, Roma, Firenze, Napoli, Verona, Cagliari e Bari. Poi il giorno della vigilia si dimise Papa Benedetto e i sindaci rimasero soli a sbrogliare il “casting della povertà” e a scegliere fra tante le fortunate famiglie baciate dal Molleggiato.

E quest’anno? Aldo Giovanni e Giacomo hanno fatto una scelta molto più semplice e – vivaddio – lineare. Sul Facebook il trio ha annunciato che devolverà l'intero cachet della partecipazione a‪ #‎sanremo2016 alle seguenti associazioni: LA GRANDE CASA onlus, ASSOCIAZIONE PORTO FRANCO, AMMF Associazione Modenese per le Malattie del Fegato, IN PUNTA DI PIEDI Associazione di volontariato. Per i curiosi, ecco di che si tratta.

La grande casa è una cooperativa sociale di Sesto San Giovanni, a nord di Milano. Nelle sue comunità accoglie minori fuori famiglie e mamme e bambino, e segue 120 progetti di affido familiare. Il suo direttore è Liviana Marelli, una colonna della tutela dell’infanzia in Italia. Porto Franco invece è un “doposcuola” diventato grande, anzi grandissimo, solido e innovativo. Anche questa è un’esperienza milanese, nata nel 2000 da un gruppo di insegnanti che, di fronte al problema dell’insuccesso scolastico, decisero di partire dal rapporto con i ragazzi in difficoltà proponendo un aiuto "personale" allo studio pomeridiano. Oggi lo frequentano più di 1.800 studenti l’anno, gratuitamente, per 20.000 ore di ripetizioni gratuite all’anno. Due realtà che i lettori di VITA conoscono molto bene.

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