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Costalli:«Impegnarsi per il bene comune significa anche proteggere la nostra terra e i nostri mari»

18 Marzo Mar 2016 1543 18 marzo 2016

Il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori spiega i motivi per votare SI al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni nel Mare Adriatico.

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Il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori spiega i motivi per votare SI al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni nel Mare Adriatico.

«La realizzazione del bene comune, come ci insegna Papa Francesco, passa anche attraverso un forte impegno per la difesa del pianeta terra che ci ospita: in questo contesto la difesa del territorio e dei mari non può che essere considerata una vera priorità del nostro tempo». Questo il commento del Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), Carlo Costalli, che ha richiamato tutti gli iscritti a un forte impegno per il SI al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni nel Mare Adriatico.

«l vero problema – ha continuato Costalli – è che se le risorse economiche e finanziarie possono sempre essere incrementate - magari grazie a quelle politiche lungimiranti e di lungo respiro che tutti auspichiamo -, non si può dire altrettanto per le risorse della terra, che sono invece limitate. Dunque sta a noi proteggerle e curarne la difesa, mostrando in tal modo una sincera e concreta gratitudine per i beni del Creato».

Per Costalli «bisogna impedire le trivellazioni nel mare e sulle coste, che porterebbero enormi danni all’ambiente e all’economia turistica del Paese, oltre che distruggere l’ecosistema marino già duramente messo alla prova. Il SI al referendum invece – ha continuato Costalli – darebbe al Paese una nuova prospettiva: innanzi tutto sotto il profilo della democraticità di una scelta che, riguardando tutti noi, è giusto far passare attraverso una consultazione popolare; in secondo luogo, ma non per ordine di importanza, il SI al referendum servirebbe a ribadire la volontà del popolo italiano di intraprendere una strada politica ‘illuminata’ e attenta all’impatto ecologico delle proprie scelte, al risparmio energetico, alle fonti rinnovabili, alla difesa della ‘nostra’ terra. In altre parole aprirebbe la via a una nuova politica energetica, economica e ambientale».