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Addio a Giovanna Cavazzoni

20 Maggio Mag 2016 1833 20 maggio 2016
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La fondatrice di Vidas, associazione che a Milano offre assistenza gratuita ai malati terminali, si è spenta oggi. Dal marzo 2015 aveva passato il testimone alla presidenza della onlus a Ferruccio De Bortoli che nel suo ricordo dice: «La sua vita continua in Vidas. Il nostro impegno sarà il modo migliore di ricordarla e ringraziarla»

Addio a Giovanna Cavazzoni, la coraggiosa fondatrice di Vidas, l’associazione che a Milano che da 34 anni offre assistenza sociosanitaria completa e gratuita ai malati terminali.

“Questuante”, come lei scherzosamente si definiva, ha fondato Vidas nel 1982 dedicando tutte le sue energie alla comunicazione e alla raccolta fondi per poter garantire la gratuità a tutti, valore che ha sempre difeso con determinazione.

In apertura un particolare di questa fotografia che la stessa Cavazzoni ha scelto e legata al progetto dell'hospice Casa del sollievo pediatrica

Il 31 marzo 2015 aveva rassegnato le dimissioni dalla presidenza, a causa della malattia che l’aveva aggredita, passando il testimone a Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera. «Resto con voi per le attività che ho sempre svolto, ma solo con un tempo un po’ più limitato», aveva scritto in quell’occasione, Quando le chiedevano perché avesse gettato tante energie nell’avventura del Vidas, lei rispondeva così: «Per restituire l’amore ricevuto da un padre straordinario, che mi ha trasmesso i valori di equità, giustizia, libertà. Era forte, dolcissimo, mi orientava con uno sguardo».

Nata a Milano nel 1931, ha svolto per anni attività di comunicazione quale titolare di un proprio studio di pubbliche relazioni, particolarmente attivo in iniziative sociali e sanitarie: Istituto dei Tumori di Milano, Provincia di Milano, Clinica Lemana-Losanna, Casa di Cura Ville Turro-Milano, rilancio Omeopatia in Italia, sino alla fondazione dell’Associazione Vidas alla quale si è dedicata sino alla fine.

Donna delle utopie e insieme personalità di profondo rigore e pragmatismo, dal seme gettato in gioventù assistendo un’amica malata di cancro che si rifiutava di definire incurabile, ha fatto crescere un albero solido, robusto, con radici profonde, che si chiama Vidas.

«Giovanna ci ha lasciato con la dolcezza e la discrezione che hanno caratterizzato la sua intensa e generosa vita al servizio degli altri» ha detto Ferruccio De Bortoli. «Ci ha lasciato con un sorriso, come se volesse occuparsi fino all'ultimo del nostro stato d'animo, dei nostri sentimenti. E trasmetterci la sua forza e la sua determinazione. Nel piangere la sua scomparsa, noi siamo sicuri che lei resterà idealmente sempre con noi, e ispirerà il nostro difficile compito di continuare e incrementare la sua straordinaria opera. La sua vita continua in Vidas. Il nostro impegno sarà il modo migliore di ricordarla e ringraziarla».

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