Appello

Iraq, Save the children: liberare bambini e famiglie dall'assedio di Falluja

25 Maggio Mag 2016 1650 25 maggio 2016

“Il cibo e le altre forniture non possono entrare e le persone non possono uscire. La città è sotto assedio completo da mesi e le condizioni al suo interno peggiorano di ora in ora”, sono le parole drammatiche del direttore dell'ong nel Paese mediorientale, Maurizio Crivellaro

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“Il cibo e le altre forniture non possono entrare e le persone non possono uscire. La città è sotto assedio completo da mesi e le condizioni al suo interno peggiorano di ora in ora”, sono le parole drammatiche del direttore dell'ong nel Paese mediorientale, Maurizio Crivellaro

Sono circa 50mila i civili costretti nella città irachena assediata di Falluja senza poter sfuggire, mentre è in corso una nuova offensiva militare intorno alla città. È fondamentale che vengano garantiti percorsi sicuri per permettere ai bambini e alle loro famiglie di fuggire. Questo l’allarme di Save the Children, mentre aspri combattimenti infuriano intorno alla città, ormai sotto assedio da cinque mesi.

Posti di blocco militari e ordigni esplosivi improvvisati piazzati lungo le strade da gruppi armati hanno impedito alla maggior parte dei civili di fuggire e i percorsi per portare rifornimenti alla città sono completamente interrotti dallo scorso gennaio, senza che alcun tipo di aiuto possa entrare all’interno. I mercati hanno esaurito le forniture di cibo e le medicine stanno scarseggiando, esponendo i bambini malati e le persone più anziane a un forte rischio. Migliaia di bambini soffrono la mancanza del latte, che durante l’assedio ha raggiunto il prezzo di 50 dollari per una singola lattina di latte artificiale in polvere.

Anche il prezzo di altri prodotti alimentari di base e del carburante è salito alle stelle. Secondo i dati raccolti da Save the Children, a marzo – dopo due mesi di assedio – le patate e lo zucchero avevano raggiunto un costo tra le dieci e le quindici volte più alto del normale. Ci sono state anche segnalazioni di bambini e genitori costretti a mangiare zuppe a base di erbe o semi perché non avevano altro da dare ai propri figli. Sempre secondo i dati raccolti dall’Organizzazione, inoltre, fino a 700 persone, tra cui 400 bambini, sarebbero riuscite a fuggire dalla città nelle ultime ore. Nonostante ciò molte migliaia di persone restano intrappolate al suo interno.

“Il cibo e le altre forniture non possono entrare e le persone non possono uscire. La città è sotto assedio completo da mesi e le condizioni al suo interno peggiorano di ora in ora”, spiega Maurizio Crivellaro, direttore di Save the Children in Iraq. “Ora che le operazioni militari si stanno intensificando ulteriormente, è letteralmente questione di vita o di morte che i bambini e le loro famiglie possano uscire dalla città in un modo sicuro. Tutte le parti in conflitto devono garantire ai civili dei percorsi sicuri e le autorità devo assicurare ai bambini in fuga con le loro famiglie la protezione di cui hanno bisogno”.

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