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Dati

Nei primi 5 mesi dell’anno sono morti 2.859 migranti nel Mediterraneo

16 Giugno Giu 2016 1041 16 giugno 2016
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Dal 2014 sono morti annegati 10mila migranti nella rotta del Mediterraneo. Nei primi 5 mesi del 2016 secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni le vittime sono state 1000 in più rispetto a quelle registrate tra gennaio e maggio del 2015. Aumenta anche il numero dei migranti under 18: ne sono arrivati 7.567 dall’inizio dell’anno, di cui 7.009 non accompagnati

Dall’inizio del 2014 oltre 10mila migranti e rifugiati sono annegati nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa: la soglia dei 10mila è stata superata negli ultimi giorni ed è “estremamente inquietante”, ha dichiarato l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

Il 2016 si sta rivelando un anno particolarmente tragico. Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) nei primi cinque mesi dell’anno, infatti, i migranti morti mentre attraversavano il Mediterraneo per raggiungere le coste europee sono stati 2.859. Mille in più rispetto ai dati che si sono registrati tra gennaio e maggio dello scorso anno. Nel 2015 le vittime sono state 1.828.

La mappa dell'immagine che vedete sopra è stata realizzata dall'Organizzazione Internazionale per le migrazioni. Dopo la tregedia del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, quando a seguito di due naufragi morirono 368 migranti, l'Organizzaizone ha dato il via al progetto "Missing Migrants".

L'idea è quella di raccontare i numeri dei migranti morti e scomparsi lungo le rotte migratorie di tutto il mondo. Nel caso specifico vengono analizzate le rotte del Mediterraneo. La mappa evidenzia le zone con il maggior numero di vittime.

Delle 2.859 vittime nei primi cinque mesi del 2016, 2.438 sono morti nella "Central Mediterranean Route". La maggior parte originari del Paesi dell’Africa centrale. È la rotta che tocca più da vicino l'Italia, perché il suoi approdi principali sono le coste di Palermo, della Sicilia meridionale e di Lampedusa, (oltre a quelle maltesi).

376 sono morti attraversando la "Eastern Mediterranean Route"; i migranti arrivano principalmente da Siria, Afghanistan, Somalia.

45 sono morti attravresando la “Western Mediterranean Route” che comprede sia l’attraversamento dello stretto di Gibilterra sia il passaggio delle frontiere di Ceuta e Melilla, due enclave spagnole sulle coste del Marocco.

Nel 2016, 376 persone sono morte mentre cercavano di raggiungere la Grecia, 2.427 mentre tentavano di approdare in Italia (con l’ultimo naufragio venerdì scorso al largo di Creta le vittime sono state circa 320). La maggior parte dei migranti che arrivano in Italia provengono dalla Libia. «Anche se», dichiara Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento Iom per il Mediterraneo a Roma «Siamo davanti a un aumento del numero dei migranti in partenza dall’Egitto».

«Ogni anno gli arrivi dall’Egitto rappresentano il 10-15 per cento del totale», continua Soda, «Ma è un flusso che di solito comincia con il miglioramento delle condizioni meteo. Quest’anno abbiamo invece visto arrivi anche nei primi mesi dell’anno». Aumenta anche il numero dei migranti minori: nel 2015 alla fine di maggio gli arrivi degli under 18 erano stati 4.566; tra loro circa 3.058 viaggiavano da soli. Quest’anno sono stati 7.567, tra cui 7.009 non accompagnati.

«La rotta più letale del pianete per i migranti», ha affermato il direttore del centro analisi Oim a Berlino, Franck Laczko, «è il Mediterraneo con la tratta tra Nord Africa e Italia, divenuto il passaggio più pericoloso al mondo».

Emma Bonino, in un convegno organizzato dall’Oim ha dichiarato: «Non c’è emergenza. Bisogna cambiare la narrazione che descrive il fenomeno della migrazione. Se le persone guardano la televisione e la tv trasmette solo Salvini, e non altri, la narrazione che si sviluppa poi è solo di un tipo».

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