Dai territori

Lodi, il volontariato c'è. E diventa generativo

19 Settembre Set 2016 1012 19 settembre 2016

In occasione della 18esima Giornata dedicata al terzo settore lodigiano, il presidente della Fondazione Banco Popolare di Lodi non si limita a compiacersi per la grande ricchezza di associazionismo e cittadini impegnati: «Serve un salto culturale, dal microprogetto alla messa in rete. Vogliamo sostenere questa crescita»

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Lodi Volontariato
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In occasione della 18esima Giornata dedicata al terzo settore lodigiano, il presidente della Fondazione Banco Popolare di Lodi non si limita a compiacersi per la grande ricchezza di associazionismo e cittadini impegnati: «Serve un salto culturale, dal microprogetto alla messa in rete. Vogliamo sostenere questa crescita»

Ha avuto un grande successo domenica 18 settembre a Lodi la Giornata del volontariato e della cooperazione sociale, giunta ormai alla 18esima edizione. Nella caratteristica cornice di Piazza della Vittoria, nel centro storico della città lombarda, le organizzazioni del terzo settore si sono presentate alla cittadinanza e hanno vissuto momenti di riflessione e animazione.

L’evento è come sempre organizzato in collaborazione con LausVol, il locale Csv, e contribuisce alla realizzazione di un punto d’incontro tra cittadinanza “attiva” e terzo settore, promuovendo e sostenendo le diverse organizzazioni non profit che agiscono sul territorio; i circa 120 stand sono stati messi a disposizione gratuitamente dalla Fondazione Banca Popolare di Lodi e dal Banco Popolare, realtà molto attenta al terzo settore e anche alle sue prospettive di sviluppo. «Il nostro territorio è ricchissimo di associazionismo e volontariato», ha detto a Vita il presidente della Fondazione, Guido Duccio Castellotti. «Basti pensare che la quota di pil prodotta dal terzo settore è pari a oltre 17 milioni. C’è però un rischio», continua, «ed è quello di rimanere ingabbiati in una dimensione locale, anche dal punto di vista culturale, e di frammentarsi in una logica di campanile. Serve un salto culturale. La nostra Fondazione vuole andare nella direzione di una generatività più forte e di una reale messa in rete, uscendo dalla logica del microfinanziamento a progetto che rischia di trasformarsi in un comodo bancomat ma non genera sviluppo e valore sociale».

La nostra Fondazione vuole aiutare il terzo settore lodigiano a andare verso una generatività più forte e una reale messa in rete, contro il rischio di frammentazione

Guido Duccio Castellotti

I numeri dell’associazionismo del lodigiano, diffusi nel corso della giornata, sono importanti: si parla di oltre 470 organizzazioni e 5000 volontari, mentre dal LausVol informano che nel 2015 sono stati circa 620 i soggetti che hanno avuto accesso al Csv, 252 le consulenze erogate e 383 i servizi di orientamento. Anche la Fondazione Banca Popolare di Lodi sostiene fattivamente il terzo settore, mantenendo l’impegno di supportare le iniziative progettuali a sostegno del tessuto civile e sociale del territorio nelle tre principali aree emergenziali identificate nel piano d’azione del 2014, ovvero cibo, lavoro e casa. Nel corso del 2015 l’istituto ha quindi prestato particolare attenzione al settore assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria (che rappresenta il 46% dei contributi in valore e il 34% in numero); quanto agli interventi deliberati, sono state attivate due modalità di erogazione di contributi: gli Interventi Diretti Rilevanti e gli Interventi Diretti, propri della Fondazione e per conto della Divisione BPL, per un ammontare complessivo di oltre 1,2 milioni nel 2015.

Nella foto, piazza Vittoria a Lodi "invasa" dagli stand della 18esima Giornata del Volontariato e della Cooperazione sociale

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