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Amatrice, chiuso il campo di accoglienza: Resteremo per la ricostruzione

20 Ottobre Ott 2016 1028 20 ottobre 2016
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Si è chiusa questa mattina, 20 ottobre, l’attività di soccorso e assistenza dei volontari Anpas alla comunità di Amatrice colpita dal terremoto lo scorso 24 agosto. Ad Amatrice sono stati 640 i volontari provenienti da 226 pubbliche assistenze Anpas che in cinquantasei giorni hanno partecipato all'allestimento del campo, alle attività interne del campo, all'approvvigionamento di materiali e alla dismissione

Si è chiusa questa mattina, 20 ottobre, con la consegna delle chiavi dell’area e la chiusura del campo di accoglienza, l’attività di soccorso e assistenza dei volontari Anpas alla comunità di Amatrice colpita dal terremoto lo scorso 24 agosto.

Iniziato con il soccorso e la ricerca dispersi portato dai volontari delle pubbliche assistenze delle zone limitrofe alle zone colpite sin dalle prime ore, l’intervento di Anpas è proseguito, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, con l’attivazione della sala operativa di Anpas nazionale. Il 25 agosto è stato aperto il campo nazionale Anpas ad Amatrice: un modulo che ha ospitato ogni giorno 300 persone, con cucina mobile, mensa, segreteria, lavanderia, tenda sociale, struttura protetta per l'infanzia e bagni.

«Oltre ai volontari intervenuti e a quelli che hanno operato nelle sale operative e nel magazzino di Montopoli, il mio ringraziamento particolare va a tutti i volontari che per esigenze diverse sono rimasti a casa a sostenere anche l'intervento di quelli impegnati nell'attività di protezione civile continuando a garantire i servizi sui propri territori» ha dichiarato Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas.

I numeri
Sono stati più di millecinquecento i volontari che hanno operato nelle zone colpite dal terremoto in Centro Italia: soccorritori, infermieri, medici, psicologi, operatori di protezione civile, educatori, cuochi, logisti, elettricisti, geologi, cinofili sono stati impegnati per portare soccorso e assistenza alla popolazione nel corso di tutta l'emergenza non solo ad Amatrice ma, insieme alle colonne mobili regionali, anche nelle comunità di Montegallo, Accumuli, Arquata del Tronto, Grissino, Fonte del Campo e Cornillo Nuovo.

Ad Amatrice sono stati 640 i volontari provenienti da 226 pubbliche assistenze Anpas che in cinquantasei giorni hanno partecipato all'allestimento del campo, alle attività interne del campo, all'approvvigionamento di materiali e alla dismissione. Diciassette i volontari nella Sala Operativa Nazionale Anpas e dieci i volontari che hanno operato magazzino di Montopoli. Venti i mezzi pesanti utilizzati per il trasporto dei container e del materiale della colonna mobile nazionale Anpas. Quasi cinquantamila i pasti cucinati dai volontari impegnati nella cucina del campo di Amatrice. Circa 95mila le ore complessive dell’impegno dei volontari al campo. Sono poi 896 i volontari attivati dalle rispettive Regioni o direttamente dalle sale operative 118.

Secondo Carmine Lizza, geologo e responsabile protezione civile Anpas «Ancora una volta è emersa la professionalità, l'efficienza e la preparazione dei nostri volontari di protezione civile. Particolare attenzione è stata data alla salvaguardia delle fasce di popolazione più fragili, dove è emersa la grande capacità relazionale dei nostri volontari: patrimonio storico del nostro capitale umano opportunamente potenziato attraverso la formazione degli ultimi anni».

La vicinanza di Anpas alla comunità di Amatrice continuerà con il progetto di ricostruzione e resilienza "Amatrice a tempo". In attesa della ricostruzione finale del centro di Amatrice, Anpas ha infatti proposto un’area opportunamente attrezzata con l’allestimento di strutture prefabbricate di piccole dimensioni per ospitare le attività commerciali che erano presenti al centro di Amatrice prima del terremoto, un centro solidale-culturale di medie dimensioni per far ripartire la comunità dove favorire le attività sociali della popolazione (biblioteca, spazio per bambini, spazio interattivo per i ragazzi), un presidio di pubblica assistenza che possa fornire i servizi di base, oltre che assistenza psico-sociale e servizi di cura alla persona.

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