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Solidarietà

Terremoto, il progetto di WeWorld per l'aiuto immediato alla popolazione

27 Ottobre Ott 2016 2020 27 ottobre 2016
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L'ong promuove un contributo economico, immediato e diretto, ai beneficiari per rispondere a esigenze primarie: già affidate somme da 2500 a 5mila euro a 15 persone, ne seguiranno altre 20. I fondi raccolti grazie alle donazioni di privati e aziende

WeWorld, che dopo il terribile terremoto del 24 agosto in Centro Italia, si è mobilitata subito per portare un aiuto a chi dopo il Sisma ha perso tutto, oggi è ancora presente sul territorio.

Le scosse di ieri hanno assestato gravi danni alle strutture già a rischio e sferrato un duro colpo psicologico a chi ha già vissuto attimi drammatici e sogna solo di tornare alla normalità. Lo stress è palpabile e le persone hanno paura di dormire nelle proprie case. Il freddo però comincia a farsi sentire rendendo l’opzione delle tendopoli quasi impraticabile. Purtroppo anche le scuole sono state chiuse fino a data da destinarsi, per via delle verifiche che dovranno fare su agibilità. Questo per i bambini è un grave danno,” commenta Alessandro Volpi – Programma Italia di WeWorld - di ritorno da Amatrice.

WeWorld ha scelto di intervenire a seguito del Terremoto in Centro Italia con un progetto innovativo: un contributo economico – immediato e diretto - ai beneficiari per rispondere a esigenze primarie: dall'acquisto di un auto usata per raggiungere il posto di lavoro all'aiuto nella spesa. Trasferire fondi direttamente ai terremotati per aiutarli a soddisfare le prime esigenze concrete a livello lavorativo, scolastico o comunque sociale per ripartire con il proprio progetto di vita: è questo l’obiettivo dell’azione innovativa che l’ong sta mettendo in campo da ottobre 2016 , grazie ai fondi raccolti da piccoli e grandi donatori – tra questi Guess Foundation, Lions Foundation Germany, Aviva, Iolà Italia, Gainsworth pulishing, SsangYong, FedeGroup, e la testimonial e sostenitrice Francesca Senette - che hanno raggiunto quota 160mila euro.

“Il programma è stato già sperimentato in altre situazioni, anche nei paesi in via di Sviluppo e funziona: per le persone beneficiarie è un’importante occasione per stabilire le proprie priorità e responsabilizzarsi, dato che il contributo è accompagnato da un nostro monitoraggio e una continua collaborazione per garantirne l’efficacia”, spiega ancora Volpi, “oggi con queste nuove scosse stiamo valutando di allargare il nostro intervento anche alle nuove zone colpite dalle scosse”.

Dopo un primo periodo di analisi dei bisogni e la scelta di non intervenire immediatamente l’unità mobile di WeWorld (composta da psicologi, educatori, esperti di impresa sociale ed empowerment) ha iniziato a incontrare le persone per capire le loro esigenze primarie per voltare pagina. Sono già 15 i beneficiari individuati con cui si è stretto un accordo, a cui seguiranno altri 20 entro la fine di novembre.

“Per esempio, una madre di famiglia ha perso la casa ad Amatrice ma non il lavoro, a Norcia. Il problema è che anche la macchina è andata distrutta, e non essendoci collegamenti pubblici non riesce a fare i 20 chilometri necessari per recarsi in azienda”, continua Volpi, “noi le stiamo fornendo i soldi per comprare un’auto usata, superando così l’ostacolo”.

Ancora, a una giovane terremotata pagheremo un corso di formazione per parrucchiera in vista dell’apertura di una propria attività, mentre ad alcuni altri beneficiari in difficoltà logistiche si sta mettendo a punto un servizio di spesa a domicilio in collaborazione con i supermercati limitrofi. “Seguendo la nostra mission, puntiamo prevalentemente a supportare donne e comunque famiglie con minori, ma non escludendo di fatto nessuno. Dare loro dei fondi diretti, che variano da 2500 a 5mila euro, significa cambiare immediatamente le loro prospettive di vita, instaurando un legame di impegno e fiducia reciproca che, sulla base delle esperienze che abbiamo fatto nei paesi esteri dove cooperiamo, porta risultati più che positivi”.

Le persone terremotate sono state selezionate anche attraverso dei colloqui con i componenti di un comitato di soggetti del terzo settore del luogo e una verifica delle singole situazioni sia prima che durante la selezione. “Puntiamo a portare avanti l’azione per parecchi mesi, allargando la platea dei beneficiari, contando sul fatto che più passerà il tempo, più le priorità di ciascuno saranno chiare e quindi gli aiuti più mirati possibile”.

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