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#Sharingeconomy

PetMe, la community italiana dedicata al pet sitting

8 Novembre Nov 2016 1617 08 novembre 2016
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È nata nel luglio del 2014 ma sono già 70mila gli utenti che si rivolgono alla piattaforma per trovare un pet sitter che badi ai loro animali. La startup sarà presentata alla IV edizione di Sharitaly, la fiera della sharing economy prevista per il 15 e 16 novembre a BASE Milano. Durante la giornata di apertura della manifestazione ci sarà anche Vita per presentare il suo ultimo numero “Sharing economy, vediamoci chiaro”

Quando diciamo sharing economy pensiamo – quasi automaticamente - alla mobilità. Eppure il fenomeno dell’economia della collaborazione ha dato vita a tante, tantissime, realtà che sul territorio nazionale si stanno sviluppando velocemente e toccano tutti i campi della vita quotidiana...

Ne è un esempio PetMe. La prima community italiana dedicata al pet sitting nata nel luglio del 2014, ma che oggi conta 70mila utenti registrati e circa 8mila pet sitter dislocati su tutto il territorio nazionale e pronti ad offrire servizi sia a domicilio, rivolti a coloro che preferiscono non far allontanare il proprio animale da casa, sia di ospitalità per chi invece desidera un’assistenza 24 ore su 24. In Italia il 41,7% degli italiani, infatti, dichiara di possedere un animale domestico, il 30% di averne due e il 13% ben tre.

«L’idea di PetMe è venuta ai miei due soci Alice Cimini e Carlo Crudele», spiega a Vita.it Vittorio Maffei, Ceo di PetMe. «Dovevano andare in vacanza negli Stati Uniti, ma non riuscivano a trovare nessuno che badasse al loro gatto, si sono detti: “è più facile trovare una casa in America con Airbnb che trovare un pet sitter nel quartiere”».

La piattaforma è attiva in tutta Italia: «Ci sono delle regioni», continua Maffei, «in cui PetMe è più sviluppata come Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Toscana». L’utente che si iscrive alla piattaforma può cercare il pet sitter più vicino. Il pet sitter – che decide liberamente di iscriversi – viene controllata l’identità.

«Ovviamente», continua Maffei, «non possiamo indagare al 100% sul suo lavoro; per questo lo strumento più importate che abbiamo è il feedback che lascia l’utente dopo aver usufruito del servizio».

Il prezzo lo fa il pet sitter – in media il costo di una giornata completa è di 25 euro – e la piattaforma trattiene il 10% del guadagno. «L’obiettivo è quello di triplicare gli utenti iscritti e di estendere il servizio anche ai mercati esteri», conclude Maffei.

PetMe, tra l’altro, sarà presente alla IV edizione di Sharitaly, la fiera della sharing economy prevista per il 15 e 16 novembre a BASE Milano. Anche Vita sarà presente durante la giornata di apertura per presentare il numero di dicembre: “Sharing economy, vediamoci chiaro”. Un numero che a fare chiarezza su un'economia in grandissima crescita ma ricca di contraddizioni e punti di domanda.

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