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Povertà

Fare la spesa quando si è sotto la soglia di povertà: ecco cosa si prova

30 Novembre Nov 2016 1533 30 novembre 2016
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Un'associazione americana, Tipping Point, ha moltiplicato per cinque i prezzi di tutti i beni di prima necessità in un piccolo supermercato di San Francisco. I clienti hanno reagito dicendo che «tutti i prezzi sono sbagliati». «No, si tratta di prezzi speciali, per l'iniziativa Poverty Line Prices». Ecco il video e la simulazione dei prezzi.

«66,85 dollars?». «Yes». «It’s impossible», «I think everything is wrong». Può un semplice video far capire cosa sia vivere sotto la soglia della povertà? Sì. Non hanno torto i clienti a strabuzzare gli occhi dinanzi al conto che esce dalla bocca del commesso alla cassa del piccolo supermercato di Nob Hill, a San Francisco: 25 dollari per una vaschetta di spinaci, 27 per del burro. «I think everything is wrong», ripetono i clienti.

Invece no, risponde il commesso, sono i prezzi speciali di un’iniziativa speciale: si chiama Poverty line prices ed è un esperimento realizzato dall'associazione Tipping Point per dare ai clienti un’idea di cosa significhi vivere sotto la soglia di povertà. Anche senza esserci capitati in mezzo, il video della campagna fa capire in meno di due minuti molto più di quanto tante parole non riescono forse a spiegare.

I prezzi sono stati moltiplicati per 5, da un giorno all’altro, così che i beni di prima necessità diventino improvvisamente inaccessibili. Tutto richiede a questo punto una valutazione ponderata e spesso la rinuncia a beni considerati irrinunciabili. Eppure le famiglie che a San Francisco vivono con meno di 24.300 dollari (una su dieci), si sentono sempre così, ogni giorno, in ogni negozio, spiega il video, perché quando vivi con una cifra che è cinque volte sotto la media, anche i bisogni primari sono cinque volte più difficili da sostenere. Se tu vivessi sotto la soglia delle povertà, ecco come ti apparirebbero costosi e irraggiungibili anche i beni primari, quotidiani.

A promuovere la campagna è l’associazione Tipping Point, che l’anno scorso ha aiutato 22mila persone a uscire dalla povertà. L’associazione ha realizzato anche una seconda proposta interattiva, molto d’effetto: inserendo il proprio reddito ed entrando nei vari negozi, si possono vedere i prezzi ricalcolati come se la nostra famiglia fosse sotto la soglia di povertà.

Ad esempio, con un reddito medio di 150mila dollari (quello medio di San Francisco), la carta igienica non costerebbe più 3,46 dollari bensì 16,64 dollari; una medicina per l’influenza da 9 dollari salirebbe a 43 dollari, il latte da 4,88 a 23,51 dollari, i libri per la scuola da 584 dollari a 2.827.

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