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Guerra

Siria, Avsi riapre gli ospedali per rispondere alla crisi umanitaria

14 Febbraio Feb 2017 1112 14 febbraio 2017
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Il progetto della ong punta a rispondere al dramma sanitario: sono infatti oltre 13 milioni i siriani in stato di bisogno. E quasi 11.5 milioni, di cui il 40% bambini, non ricevono cure mediche. Ad Aleppo le persone che non hanno accesso agli ospedali sono più di 2 milioni, a Damasco oltre 1 milione

Oltre 13 milioni di persone in stato di bisogno. E quasi 11.5 milioni, di cui il 40% bambini, non ricevono cure mediche. Da questa situazione nasce il progetto “Ospedali Aperti” di Avsi in Siria che dopo quasi sei anni di guerra vede il proprio sistema sanitario ormai giunto al collasso. In particolare per rispondere alle situazioni di Aleppo, dove le persone che non hanno accesso agli ospedali sono più di 2 milioni, e di Damasco che ne conta oltre 1 milione.

«In Siria», è stato l’appello del card. Mario Zenari, «stanno morendo più persone per l’impossibilità di curarsi, che sul campo di battaglia». Così la ong, anche per l’insistenza di Papa Francesco a favore della "martoriata Siria" ha deciso di intervenire per riportare alla normalità tre ospedali: l’ospedale Saint Louis di Aleppo, l’Ospedale Francese di Damasco e l’Ospedale Italiano di Damasco.

Attualmente sono strutture che dispensano servizi pari a meno della metà delle loro potenzialità, a fronte di un bisogno sempre crescente da parte della popolazione delle due città.

Il quadro del problema lo ha fatto Joseph Fares, direttore dell’ospedale italiano di Damasco spiegando che «siamo un presidio sanitario centrale molto importante. Ma a causa della guerra abbiamo mancanza di pezzi di ricambio e materiale difettoso. Ultimamente addirittura abbiamo avuto un esplosione dovuta a una bombola di ossigeno difettosa. A causa delle sanzioni contro la Siria non possiamo risolvere questi problemi e quindi neanche aiutare chi ha bisogno di cure».

Per questo l ’obbiettivo è di offrire la formazione dei medici, la disponibilità dei macchinari necessari e garantire le cure anche ai più poveri. Come spiegano dalla ong: «vogliamo potenziare le attività delle strutture fino al 90% delle loro capacità, quindi agevolando l’accesso della popolazione alle cure sanitarie e assicurando ai pazienti più indigenti cure ospedaliere e ambulatoriali gratuite».

Il progetto verrà presentato a Roma, giovedì 16 febbraio presso la Hall del Policlinico Gemelli con un incontro pubblico.
All’evento interverranno Giovanni Raimondi, Presidente della Fondazione Gemelli, Mons. Giampietro Dal Toso, Segretario Delegato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Rocco Bellantone, Direttore UOC Chirurgia Endocrina e Metabolica, Fondazione Gemelli e Preside Facoltà di Medicina Università Cattolica , Giampaolo Silvestri, segretario Generale di Fondazione AVSI.
In collegamento invece direttamente dalla Siria saranno S.E. il card. Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria e Joseph Fares, primario dell’ospedale italiano di Damasco.

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