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Immigrazione

Aki Kaurismaki: «L’Europa sta perdendo l’umanità. Stiamo cancellando la democrazia»

15 Febbraio Feb 2017 1111 15 febbraio 2017
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Il regista finlandese durante la 67esima edizione della Berlinale, il festival del cinema di Berlino, uno dei più importanti del mondo, si è schierato dalla parte dei rifugiati: «L’Europa è uno stato della mente. Abbiamo più o meno gli stessi rifugiati di 60 anni fa, qual è il problema oggi?». Poi continua: «L'islamizzazione? Ma non fatemi ridere io non la vedo. Se mai sono in atto dei cambiamenti culturali che sono necessari per ringiovanire un po’ il nostro sangue»

Il 9 febbraio è iniziata la 67esima edizione della Berlinale, il festival del cinema di Berlino, uno dei più importanti del mondo, che si concluderà il prossimo 19 febbraio. Tra i film più attesi quello del regista finlandese Aki Kaurismaki: “The Other Side of Hope” uscirà nelle sale italiane il prossimo 6 aprile; è la storia parallela di un imprenditore finnico che molla la moglie e tutto quello che ha per aprire un ristorante assieme ad altri brillanto outsider, tra cui un rifugiato siriano che vive mille peripezie burocratiche e alla fine va a lavorare, da illegale, nel ristorante dell’ex imprenditore dove tutti lo proteggono.

Per la presentazione del film il regista si è esposto in prima persona e non ha lasciato che a parlare fossero solo le immagini. E le sue parole sono state un’accusa. Un’accusa verso questa Vecchia Europa e le sue politiche migratorie.

«L’Europa», ha detto il regista, «è uno stato della mente. Abbiamo più o meno gli stessi rifugiati di 60 anni fa, qual è il problema? Prima li abbiamo accolti, aiutati, ed ora dovremmo considerarli dei nemici? Che fine ha fatto la nostra umanità? Se non siamo uomini non abbiamo nemmeno il diritto di vivere».

Poi arriva diretto alla questione dell’islamizzazione, ed anche in questo caso, lo fa, senza usare – giustamente – mezze misure: «Non fatemi ridere. Io non la vedo. Se mai sono in atto dei cambiamenti culturali che sono necessari per ringiovanire un po’ il nostro sangue».

«A me non importa nulla se uno si mette in tesa un basco, un cilindro, un velo: non giudico le persone da come si coprono la testa. E fare le leggi su queste cose è ridicolo. Continuiamo noi europei a fare nuove leggi per coprire i crimini che abbiamo commesso in tutto il mondo. La cultura umanistica del Vecchio Continente non esiste più da almeno un secolo». Poi il riferimento ad Angela Merkel: «Riconosco comunque alla cancelliera di essere l’unica che si è preoccupata dei rifugiati mentre tutti gli altri facevano i loro giochetti».

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