Pier Paolo Baretta
No Slot

Baretta (Mef): «Dal Governo un segnale forte per la riforma dei giochi»

29 Maggio Mag 2017 1528 29 maggio 2017
  • ...

Venerdì scorso la Commissione Bilancio della Camera ha approvato l'emendamento del governo sulla riduzione del numero di slot machine presenti sul territorio. «Con le norme sull'antiriciclaggio e sui Compro Oro che abbiamo appena varato - ci spiega il sottosegretario all'Economia - diamo un segnale alla società civile»

Venerdì scorso, la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento del Governo, presentato dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Un emendamento che anticipa al 30 aprile 2018, rispetto al 31 dicembre 2019 previsto dalla legge di stabilità 2016, il taglio più volte annunciato del 34% delle slot-machine presenti sul territorio italiano.

Le macchinette, in virtù di questo taglio, dovrebbero passare da 400mila, tante sono, a oggi, quelle attive sul territorio italiano, a circa 265mila. «Il 15% verrà dismesso entro la fine di quest’anno, mentre il restante 19% entro il 30 aprile 2018», spiega a Vita il sottosegretario con delega ai giochi Baretta.

Sottosegretario, ci spiega, la ragione di questo emendamento?
Da un lato, ci siamo accorti da tempo che con la diffusione di queste macchine avevamo esagerato. Il Governo ha così voluto dare un segnale concreto, anticipando i tempi di riduzione.

A chi volevate dare un segnale?
Ai cittadini e agli amministratori locali. Il messaggio è: il Governo fa sul serio e questo della riduzione è un punto di irreversibilità. Da qui non si torna indietro, le macchinette verranno ridotte, con tempi e numeri certi. È un primo passo, ma i passi in questo campo devono essere graduali.

Che cosa intende fare?
Diciamo che, per prima cosa, dobbiamo comunicare quello che abbiamo fatto. Oltre alla riduzione di cui parlavamo, ci sono novità nella normativa antiriciclaggio che vanno nella direzione di un controllo più stringente.

Parla della normativa suo Compro Oro?
Nel decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri ci sono norme precise sulla tracciabilità delle operazioni di acquisto e vendita, il registro per gli operatori, gli obblighi di documentazione, anche fotografica, degli oggetti venduti e sanzioni certe. Questo fenomeno dei Compro Oro, non devo spiegarlo a lei, si lega al problema della diffusione capillare del gioco sui territori e, quindi, la norma va nella direzione auspicata di un maggior controllo del territorio e delle attività e dei flussi di denaro che impattano su quel territorio.

Quello del riciclaggio è un tema che tocca più le Vlt, le videolotteries presenti nelle sale, che le slot machine da bar...
Tra le norme allo studio e che ho proposto alla Conferenza Unificata Stato Regioni enti locali c’è infatti anche la riduzione degli importi inseribili in quelle macchine. Oggi si possono mettere banconote da 500 euro nelle macchine, con problemi che conosciamo, anche in termini di riciclaggio. Io propongo di portare a un massimo di 100 euro. Oltre a questo, però, nella bozza che ho proposto agli amministratori locali c’è un altro punto che vorrei diventasse irreversibile: si gioca solo con la tessera, di modo che tutto sia tracciato e chiaro.

Tra le troppe zone d’ombra, oggi, c’è la questione dei dati. Gli amministratori locali, le Asl, i cittadini non hanno dati sui flussi, scomposti per tipologia di gioco, per provincia e città, che l’Amministrazione dei Monopoli ha, ma non rende pubblici...
Questo è un tema importante, sul quale dobbiamo lavorare, capendo di quali dati gli enti locali hanno bisogno per amministrare il fenomeno. È un tema sul quale dobbiamo fare chiarezza, ma che va affrontato gradualmente per non produrre confusione.

Lei parla molto di gradualità...
Meglio sarebbe parlare di sistema. Bisogna guardare ai provvedimenti di riforma del settore sul lungo periodo, perché è lì che produrranno i loro effetti. Inoltre, vanno visti nel loro insieme: non basta dire “manteniamo le distanze dai luoghi sensibili”, se non si tiene conto degli effetti complessivi che la nostra riforma vuole produrre: riduzione, riqualificazione, tracciabilità, controllo.

Ha in vista incontri con associazioni della società civile sul tema?
Posso già annunciare che alcune associazioni hanno manifestato la necessità di un incontro e sono ben felice di discutere le loro istanze. Il confronto è sempre costruttivo, se riusciamo a costruire assieme qualcosa di buono e efficace è una vittoria di tutti.