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Accoglienza

Rifugiati: ecco perché quasi tutti sognano la Svezia

7 Luglio Lug 2017 0928 07 luglio 2017
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L’80% dei 150mila nuovi posti di lavoro che si creeranno da qui fino alla fine del 2018 andranno a lavoratori nati all’estero. È questo l’ultimo dato ufficiale sull’economia del paese scandinavo, che è uscito dalla crisi e guarda ai rifugiati come a un’opportunità per crescere ancora

La Svezia è uno dei paesi più accoglienti d’Europa nei confronti dei rifugiati: con poco meno di 10 milioni di abitanti, ha accolto 100mila siriani e quasi un pari numero di altri migranti in fuga da guerre e persecuzioni. E anche se recenti provvedimenti hanno puntato a scoraggiare nuovi ingressi (il ministero degli Interni ha respinto quest’anno 80mila domande), è innegabile che il sistema scandinavo di integrazione funzioni, eccome. Lo testimoniano i nuovi dati ufficiali resi noti dall’Arbetsförmedlingen, l’Agenzia nazionale di collocamento dedicata agli stranieri, secondo la quale il mercato del lavoro è in netta ripresa, e tra quest’anno e il prossimo si creeranno 149mila nuovi posti di lavoro, e il tasso di disoccupazione diminuirà dal 7% del 2016 al 6,6% di quest’anno.

In Svezia tra i datori di lavoro c’è «un diffuso ottimismo», aumentato rispetto a sei mesi fa, ed esiste una forte domanda di manodopera sia nel settore privato che nel settore pubblico. In numeri assoluti, quest'anno 81mila persone di età compresa tra 16-64 anni faranno il loro ingresso nel mondo del lavoro, e nel 2018 l'occupazione aumenterà di ulteriori 68.000 persone. Sempre secondo l’Agenzia, «i maggiori incrementi occupazionali si verificheranno tra nati all'estero: 8 posti di lavoro su 10 andranno infatti a nati all'estero, mentre il tasso di occupazione tra le persone di origine straniera è aumentata di due punti percentuali».

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